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Visualizzazione dei post da settembre, 2008

Una ponderata analisi della situazione attuale

Ieri ero al bar di Glauco, stavo bevendo una Cedrata Clebbino e stavo sfogliando il giornale, quando un vago malessere, una sorta di nausea si è impossessata di me, come una nebbia. Poi questa nebbia si è andata come compattando, e poi solidificando, diventando sempre più densa e circoscritta e pesante, una specie di big bang al contrario, credo che si chiami big crunch. Alla fine è diventata un punto nero minuscolo che è imploso al centro della mia testa, è stato come capire, all'improvviso. Le mie labbra hanno cominciato a tremare e poi mi sono sentito dire: "Il mercato ha rotto il cazzo". Per un attimo mi è sembrato che anche le musichette dei videopoker si fossero fermate. "Il mercato ha rotto il cazzo", ho detto, e un sollievo enorme mi ha come sollevato da terra. Glauco da dietro il banco mi ha guardato. "Il mercato ha rotto il cazzo", ho ripetuto, calmo. Glauco ha appoggiato le palme delle mani sul banco d'acciaio. "Il mercato ha rotto ...

Come il ramo di un albero

Sono andato nella Zona Deumanizzata da Ermete. L’ho trovato nel cortile del condominio diroccato dove vive. Era seduto su un grosso pneumatico di camion e al centro del cortile c’era una specie di piramide formata da un ammasso di elettrodomestici: videoregistratori lettori dvd televisori con tubo catodico lavatrici lavastoviglie frigoriferi. Il cortile era tappezzato di chiazze di licheni. – Che cos’è – gli ho chiesto. – Una specie di totem, direi – ha detto. – L’hai fatto tu? – No, mia nonna. – Perché hai fatto una cosa del genere? Ermete mi ha guardato senza girare la testa, ho visto saettare il bianco degli occhi. – Lo sai come li chiamano nella grande distribuzione? Elettrodomestici bianchi ed elettrodomestici bruni. Sai la differenza? Quelli bianchi sono gli elettrodomestici da cucina. Che di solito sono appunto bianchi. Il frigo, la lavastoviglie. La lavatrice. I bruni sono quelli destinati all’intrattenimento, quelli da salotto. Tv, registratori, impianti stereo. Bianchi e brun...

Le risposte

Allora, pare che Creativo n.1 si sia consapevolmente suicidato, infilando di nascosto la pallottola nel tamburo della pistola un attimo prima di spararsi alla tempia. Almeno così pare che risulti dal filmato della telecamera a circuito chiuso posizionata nella Sala Incubatrice. – Ma perché, c’è una telecamera nella Sala Incubatrice? – ha chiesto Creativo n.2. Nessuno di noi gli ha risposto e tutti l’abbiamo liquidato con un’occhiata di sufficienza, nonostante tutti avessimo in testa la stessa domanda. Comunque la cosa mi ha piuttosto alquanto sconvolto, voglio dire il suicido di Creativo n.1, vabbè anche la telecamera che ci spia, che discorsi. Allora per tirarmi su sono andato a leggermi un po’ delle domande che la gente fa su http://it.answers.yahoo.com/ . Sono sicuro che Penelope 3 troverebbe sempre il modo di rispondere con un’altra domanda, chissà come se la sta passando, chissà come sta tutto il Reparto Entropia. Ecco alcune delle domande che ho trovato su Answers di Yahoo. Casom...

Le cose non sembra ma precipitano

Ieri durante una riunione del Reparto Creazione è successa una cosa alquanto tremenda, finita con il sangue e pezzetti di materia cerebrale. A pensarci adesso con il senno dell'adesso, c'erano stati dei segnali inquietanti di questa cosa già prima di entrare nella Sala Incubatrice, quando Creativo n.1 mi ha detto: "Secondo te, dopo un po' che precipita, uno si abitua alla cosa e non se ne accorge più?". "Dipende da quanto parte in alto", ho riposto io. "Secondo me è così, dopo un po' ci si abitua talmente che ci si dimentica, che si sta precipitando. Fino a quando non fai splaf!". "Com'è che fai?", ho chiesto. "Splaf" ha ripetuto lui. Più tardi eravamo tutti in Sala Incubatrice, anche il capo, mancava solo Creativo n.4. Creativo n.2 ha cominciato a parlare: – Stamattina sulla homepage di Repubblica c'erano questi due titoli, uno sopra l'altro: LA CARRA': "MA QUALE ICONA, NON NE POSSO PIU' " ...

Ascensione, accelerazione, collisione

Entro nell'ascensore, mi giro verso l'uscita. Le porte stanno per chiudersi quando una donna che non conosco si infila nell'ascensore un attimo prima che le porte si chiudano. Sono tentato di uscire mezzo attimo prima che le porte si chiudano ma le porte si chiudono e rimango dentro. – A che piano, signora? – Quarto, grazie. – Abita anche lei al quarto? – Perché, chi altri ci abita? – Io. Abitiamo allo stesso piano ed è la prima volta che ci incontriamo, strano. – Stia a sentire. Non è la prima volta, ci siamo incontrati un sacco di altre volte. Apra bene le orecchie, mi sta seguendo? Questa conversazione ha avuto luogo tantissime volte, solo che lei ogni volta non se lo ricorda oppure fa finta di non ricordarselo - non mi interessa - ma le cose stanno così. – Pensa questo anche dei protoni? – Quali protoni, per tutti i santi del paradiso? – Quando accadrà che nell'acceleratore di protoni del Cern due protoni si scontreranno, pensa che uno dei due avrà memoria di un pre...

Ho già tutto in mente

Non so come dirlo, ma Bilal l’ha fatto, ha preso in affitto un locale dismesso in una stradina secondaria del centro e la settimana prossima inaugura il suo kebizza express, lui voleva chiamarlo “RapidoKebizza” ma gli ho fatto notare che non era il caso, se lo veniva a sapere Mario di Rapidopizza chissà cosa poteva succedere. Allora l’ha chiamato “Kebizza da Bilal”, capirai che fantasia, gli ho detto, “Non rompere Bandini” ha tagliato corto lui “tu sempre solo critiche, mai niente di costruzione”, “vuoi dire ‘costruttivo’ Bilal” gli ho detto, non mi ha risposto. Ma indovina chi gli ha prestato i soldi per aprire l’esercizio commerciale. La mia fidanzata Armenia, glieli ha dati. Quando me l’ha detto non ci potevo credere. “Se lo viene a sapere tuo padre ti ammazza” le ho detto. Suo padre è un pezzo grosso della Clebbino. “E perché mai. Sono soldi miei. E poi me li restituirà, cosa credi”. A causa di questa cosa abbiamo litigato, dopo però abbiamo fatto l’amore, e dopo ancora io le h...

Cose di Ermete che forse non so

Ieri sera suonano al campanello, pensavo che fosse il lattaio, poi mi sono ricordato che era sera e il lattaio di solito passa la mattina, poi mi sono ricordato che in Italia il lattaio non passa più da anni, e infatti non era il lattaio era una tizia che si chiama Olga. L'ho fatta salire, e quando è entrata ho subito messo le cose in chiaro dicendole: – Senta, mettiamo subito le cose in chiaro, io non mi ricordo di lei e qualsiasi cosa io le abbia fatto ero ubriaco perciò non ho nessuna – – Ma che stai dicendo. Io non sono qui per te. – Benissimo, in questo caso sei la benvenuta. – Voglio sapere dove sta Ermete. – Ermete chi? Olga mi ha fissato seria. – Ermete Dossi. Tu non sei Bandini? Il suo migliore amico? – Ah, ma certo, quell' Ermete. Sì, sì, certo. E che fine ha fatto? È un po' che... – Senti, piantala di fare la pantomima. Sono sicura che tu sai dov'è. – Ma tu chi saresti, scusa. – Sono la sua fidanzata. – Cosa? La sua - gesussanto, non vedo l'ora di poterla...

Per sempre puntuale

Mio nonno Goffredo Bandini aveva un modo tutto suo di misurare il tempo. Indossava dodici orologi, sei su un braccio e sei su un altro,, tutti gli orologi erano fermi. Ognuno però era fermo su un'ora diversa. Il primo orologio era fermo sull'una in punto, il secondo sulle due, il terzo sulle tre, e così via, fino all'ultimo fermo sulle ore dodici. Tutti e dodici gli orologi erano senza lancetta dei minuti. Quando chiedevo a mio nonno che ora fosse, lui si guardava le braccia, cercava l'orologio giusto, lo indicava e poi mi leggeva l'ora. Se erano le tre, indicava l'orologio che segnava le tre. Se erano le cinque, indicava l'orologio che segnava le cinque. Se erano le sei e quaranta, indicava l'orologio che segnava le sei, perché per lui i minuti non esistevano, non valevano niente, un'ora durava un'ora e poi si passava a un altro orologio, gli orologi erano fermi era il tempo a saltare da un orologio all'altro. "I minuti non servono a un...

Partenza probabilmente intelligente

All'inizio e alla fine di agosto e quando ci sono i ponti con i weekend lunghi la televisione parla sempre di partenze intelligenti, sono quelle fantomatiche partenze che ti permettono di evitare i picchi di traffico pravalentemente sulle autostrade e dunque di fare un viaggio mediamente umano evitando di rimanere in coda per ore al casello o in prossimità del cavalcavia. Oltretutto restare fermi immobili nei pressi del cavalcavia è rischioso, aumenta la probabilità di diventare una vittima dei lanciatori di sassi dal cavalcavia, e una vittima facile perché non sei in movimento, sei fermo. Naturalmente parlo di passare sotto  al cavalcavia, mentre passando sopra non si corre alcun rischio, anzi nel caso ci si trovi in coda sopra  al cavalcavia si può ingannare il tempo lanciando sassi a quelli che passano di sotto. Comunque se volete un consiglio la prossima volta portatevi una fionda, così potrete lanciare sassi anche da sotto il cavalcavia a quelli che ci sono sopra, vi assicuro ...

Nella rotonda selvaggia

Sono stato due settimane in campeggio in una rotonda, non era una rotonda sul mare, era una rotonda nella zona industriale. Ci giravo intorno per tre quarti tutti i giorni andando al lavoro, e prima di essere licenziato avevo notato che nell'aiuola al centro della rotonda la vegetazione era lasciata a se stessa, non so perché ma gli addetti del comune non sono mai andati a sfoltirla e così c'era questo groviglio bellissimo di macchia mediterranea mista ad acquitrino, c'erano anche i licheni.  Il primo giorno di agosto sono stato licenziato in tronco, come tutti gli altri dipendenti dal mio livello in giù, è il tradizionale licenziamento estivo, ci licenziano a inizio agosto per poi riassumerci (forse) a fine mese, è una tradizione della Clebbino, alla Clebbino le ferie sono un concetto superato. Con le ferie uno sa che ha dei giorni di libertà limitati, e così fa il conto alla rovescia, e non si gusta le ferie, anzi se le rovina. Invece se ti licenziano non hai lo spettro d...