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Visualizzazione dei post da gennaio, 2010

Settima lettera di Ermete dalla Zona Deumanizzata

Scusa se non ti ho più scritto, non trovavo più pezzi di carta su cui scrivere e quando ho trovato questo bollettino postale di una vecchia bolletta del gas non mi scriveva più la penna, s'era seccato l'inchiostro. Mentre alitavo sulla punta della penna guardavo il cielo, ho pensato che sembrava lo stesso cielo grigio di ieri ma probabilmente è solo un'illusione, è un cielo sempre diverso, non siamo mai sotto lo stesso cielo e anche se si è in due a guardare il cielo dallo stesso punto non sono sicuro che si possa dire che sia lo stesso cielo, sono due prospettive leggermente diverse, anche se probabilmente convergono. Non si condivide il punto di vista, solo la vista. Non si condivide il presente, solo il futuro? Comunque non è che io abbia mai avuto tante persone con cui guardare il cielo. Anche quando ero piccolo, ero troppo spesso da solo. Mi ricordo che quando andavo al parco, tutti gli altri bambini (forse c'eri anche tu) giocavano con il freesbee. A coppie, o in ...

Maledetta felicità

Quando ero piccolo mia madre mi raccontava sempre una storia per farmi addormentare. Credo che se la fosse inventata lei perché poi crescendo e parlandone con altri nessuno l'aveva mai sentita. Ecco la storia. C'era una volta un uomo che voleva morire felice. Infatti gli avevano detto che dopo la morte si sarebbe restati in eterno immobili nello stato d'animo in cui si era al momento della morte. Se uno moriva e nel momento della morte era disperato, la sua anima sarebbe in eterno fluttuata in una condizione di disperazione. Se uno moriva sereno, la sua anima sarebbe in eterno fluttuata nella serenità. Perciò, si disse l'uomo, se io morissi nel momento della massima felicità possibile, resterei in eterno massimamente felice. Allora una sera evocò il Signore della Morte e gli disse: "Signore della Morte, ti faccio una richiesta. Non mi importa di vivere fino al termine effettivo della mia vita. Ti chiedo di venirmi a prendere nel momento esatto in cui sarò al picco ...

Regali di compleanno

Venerdì scorso sono rimasto in ufficio ad aspettare l'inizio del turno del Reparto Entropia. Quando è arrivata Penelope 5, le ho afferrato un braccio. - Ehi, Bandini - ha sorriso lei. - Ciao Cinzia - le ho detto io. Penelope 5 si chiama Cinzia Pontesi. Mi ha chiesto che ci facevo ancora in ufficio a quell'ora. Le ho detto che volevo parlarle un attimo in privato. Lei ha guardato l'orologio sulla parete, ha stretto le labbra e poi ha detto okay. Siamo andati a chiuderci nel bagno degli handicappati, che è un posto tranquillo. - E allora? - ha detto Cinzia. Dalla tasca della mia giacca ho tirato fuori un pacchetto con un fiocco. - Tieni - le ho detto. - Per me? - ha detto lei, sorridendo. Poi si è fatta seria. - E come mai? Ho alzato le spalle. - Oggi è il compleanno di mia madre. Solo che è morta quattro anni fa, e così non posso più farle regali, e allora ho pensato che magari potevo farlo a qualcun altro, il regalo. Anche il Natale funziona così no? È il compleanno di Gesù...

Esci da questo distributore

Da qualche giorno il distributore di bevande calde in ufficio è guasto. Eroga soltanto il 12. Cioè tu puoi richiedere il 23 o il 21 o il 13 ma niente, lui eroga sempre e soltanto il 12, con la massima dose di zucchero oltretutto. Creativo n.3 ha subito messo in giro la voce che il distributore è posseduto dallo spirito di Creativo n.1, quello che si suicidò in Sala Incubatrice, questo perché il 12 con massimo zucchero era la bevanda calda preferita di n.1. Io a queste stronzate non ci credo, fatto sta che ieri è venuto il tecnico del distributore a riparare il guasto, subito si è formato un capannello di curiosi attorno a lui mentre operava nel ventre della macchina, e quando è uscito e ha detto con voce neutra "Non c'è nessun guasto", un brivido si è diramato per le schiene del capannello. - È posseduto. È Creativo n.1 - ha cominciato a bisbigliare il capannello. Così, scienza o superstizione, stamattina è arrivato l'Esorcista dei Distributori Automatici di Bevande. ...

Sapessi

Io non capisco questa voglia sempre di provocare che ha Lacazza, il pizzaiolo di Rapidopizza. Riesce sempre a mettermi di malumore. Io ogni volta arrivo lastricato di buone intenzioni dalla testa ai piedi, e lui butta tutte le piastrelle delle mie buone intenzioni all'aria. Tipo ieri pomeriggio, arrivo in pizzeria salutando tutti con la massima cordialità possibile, e lui subito mi stoppa dall'altra parte del bancone e mi fa: - Cosa cristo è quella roba, Bandini. - È il mio casco, Lacazza. - Non quello che hai in mano. Quella roba che hai addosso, perdio. Ho capito subito che si riferiva alla gonna a fiori che indossavo. Embè? Siccome non avevo un paio di jeans puliti da infilare, ho frugato nel guardaroba di Armenia e ho trovato questa sua vecchia gonna che mi andava a pennello. A casa mi metto spesso le sue gonne, sono molto comode anche per andare a pisciare, soprattutto se non si mettono le mutande, basta tirarsi su la gonna e oplà. Anche a grattarsi il culo c'è molta p...

Ti amo in hawaiiano

D'inverno Eugenia ha la fica fredda. Come tutte le bambole gonfiabili, penso. Io però ho trovato una soluzione, metto sul fuoco un pentolino d'acqua, lo faccio bollire, metà acqua poi la verso in una tazza per farci il tè, l'altra metà la verso in un preservativo. Poi chiudo il preservativo con un nodo e infilo questo gavettone caldo nella fica di Eugenia. Poi bevo il tè, sorseggiandolo a poco a poco, mentre la fica di Eugenia si scalda. Il mio tè preferito è TèAmo Clebbino aromatizzato con acquaragia. Finito di bere il tè sfilo il preservativo dalla fica di Eugenia e ci infilo il cazzo, dopo è come fare l'amore alla Hawaii. "Aloha wau ia 'oe", sussurro all'orecchio di plastica di Eugenia, che vuol dire ti amo in hawaiiano. Me lo ha detto Creativo n.4, che ci è stato in vacanza, alle Hawaii. L'hawaiiano è una lingua con un sacco di vocali, ha detto, è come parlare senza dentiera. Dopo l'amore non mi lavo subito, e non lavo subito neanche Eugeni...