17 marzo 2014

Una questione di contesto

Stamattina il mio capo mi ha convocato nel suo ufficio. Mi ha fatto sedere davanti a lui. Ho cercato di sedermi ricordandomi quello che avevo appreso da un corso aziendale sul linguaggio corporeo, evitando di incrociare le gambe o le braccia o di tenermi il collo con una mano o di stare ripiegato su me stesso (= chiusura, sottomissione) e cercando al contrario di sedere eretto, spalle ben larghe, pugni sui fianchi (= apertura, potere, dominio).
– Chi cazzo sei, Wonder Woman? Rilassati, sei solo Bandini – mi ha detto il mio capo.
Ho tolto i pugni dai fianchi e ho appoggiato i palmi delle mani sulle ginocchia, avendo comunque cura di tenere le cosce ben aperte.
Come prima cosa, il mio capo mi ha annunciato l’arrivo del sostituto di Creativo n.1. Dopo la sua promozione, in realtà, avevano pensato di ritirare il n.1 e di non assegnarlo più a nessuno, come forma di omaggio nei suoi confronti, come si fa certe volte con i numeri dei giocatori di calcio.
– Ma...
Il capo mi ha fermato con un gesto della mano.
– Iniziare un discorso con “ma” non è molto costruttivo, Bandini. Noi siamo un team, ricordatelo. Collaborazione, no contrapposizione. Mettersi ai remi tutti insieme, no bastoni tra le ruote.
– Certo, mi scusi. Volevo dire che Creativo n.1, ecco, insomma. Non è stato promosso. Lui – è morto. Si ricorda?
Il mio capo ha sbattuto le palpebre due-tre volte.
– Vedi n.5, sei il solito negativo. Tu la chiami “morte”, noi preferiamo chiamarla per quello che molto più razionalmente e ottimisticamente si profila essere: una promozione. Tutti noi avremo quella promozione, prima o poi.
– Certo, vista così...
– È così che vogliamo che tu la veda.
E insomma, alla fine hanno deciso che il n.1 non lo avrebbero ritirato, e così sarà ereditato dal nuovo arrivato, questo volevano dirmi. Nei prossimi giorni ci verrà presentato il nostro nuovo collega. Il nuovo Creativo n.1. Avevo un’irrazionale voglia di chiudermi a riccio, ma ho resistito, le mani ben salde sulle ginocchia.
– Un’altra cosa – ha detto il mio capo.
– Sì?
– Bravo! “Sì” è quello che voglio sentirti dire. Questo è il mood vincente.
– Sì!
– Ecco, mi è stato riferito quello che hai fatto l’altro giorno in mensa.
– Sì!
– Già. Guarda, da una parte io apprezzo il tuo spirito d’iniziativa, la tua anche chiamiamola spregiudicatezza. Però in generale io ti invito a contestualizzare meglio le tue chiamiamole performance, ok?
– Sì.
– Voglio dirti un segreto. Per farti capire. Dunque tu ora mi vedi, impeccabile, nel mio completo Ermenegildo Zegna e le mie scarpe Bottega Veneta. Ma indovina un po’? Il mio calzino destro: il mio calzino in filo di scozia destro: ha un buco in corrispondenza dell’alluce. E bada bene, non è un incidente. Non si è bucato dopo che lo avevo indossato; né si tratta di una grossolana svista da parte mia, no! Quel buco l’ho fatto io. È il mio personale tocco di imperfezione. È quella piccola imperfezione che rende perfetto il capolavoro, mi spiego? Come per i tappeti persiani più pregiati. È il mio strappo alla regola, la mia piccola perfida trasgressione. E che cosa faccio io con questa trasgressione? La esibisco? La mostro a tutti? No! Nessuno ne sa niente, e nessuno mai lo saprà. Capisci che cosa intendo dire? C’è gente che si chiude in bagno a pregare, lo sapevi? Prova a fare un giro nei bagni aziendali dell’ottavo piano, all’ora del tramonto, e dietro le porte chiuse a chiave sentirai bisbigliare i vespri... Capisci, non li vedrai mai stendere un tappeto sul pavimento della sala riunioni o dell’ufficio e mettersi a recitare le loro preghiere davanti a tutti come dei maomettani del cazzo, no! Si chiudono in bagno. Nascondono la loro piccola trasgressione. Perché il contesto è importante, Bandini.
– Sì.
– Capisci quello che voglio dire, vero?
– Sì.
– Ottimo. Ora vedi di levarti dal cazzo.
Sono uscito dall’ufficio del mio capo. Sono andato nella Saletta Ristoro. Mi sono seduto su uno sgabello e ho chiuso gli occhi. Era bello sentire il ronzio dei distributori di bevande calde e fredde. Ho aperto gli occhi e ho attaccato sulla bacheca un post-it, con su scritto “Il capo del Reparto Creazione ha un calzino bucato”. Poi sono andato a controllare la mia casella di posta elettronica. C’erano zero email. Ho cliccato su “Ricevi”. Ancora zero email. Ho cliccato ancora su “Ricevi”.

5 commenti:

rob nigelli ha detto...

questo post ha davvero un mood vincente.

Bandini ha detto...

Grazie Rob. Ancora zero email.

Anonimo ha detto...

VOGLIO UN PULSANTE GIGANTE ENORME IMMANE "RICEVI"

Cletus ha detto...

mortacci tua quanto sei bravo (è un augurio per la Promozione). Grande.

Bandini ha detto...

>Anonimo: hai notato che ci sono sempre più pulsanti "Dona" e sempre meno pulsanti "Ricevi"?

>Cletus: spero vivamente che la promozione la diano prima agli altri (grazie)