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Visualizzazione dei post da dicembre, 2008

Cuore d'elio

Ho comprato una bombola di elio e l'ho usata per gonfiare Eugenia, poi l'ho lasciata libera di fluttuare in casa, è andata a posarsi su un angolo del soffitto, supina, cioè, supina rispetto a me che ero sotto, ma prona rispetto al soffitto, vabè insomma stava con la faccia contro il soffitto e il culo rivolto verso di me. Ieri al lavoro era la Giornata della Rivincita e sono tornato a casa che ero un fascio di nervi, perché mentre ero lì nella palestra aziendale che umiliavo le Penelopi del Reparto Entropia mi sono avvicinato con la faccia a una di loro e gli ho sussurrato "Perché non vi ribellate?", e lei mi ha risposto, impassibile, "Perché non vi ribellate voi?". Così come sono entrato in casa e ho visto il culo fluttuante di Eugenia sopra la mia testa ho avuto un capogiro e mi è salita l'eccitazione e ho giustamente pensato subito di abusare di Eugenia, ma non sapevo come raggiungerla, era troppo in alto, ho dovuto prendere la scala. Dopo abbiamo fat...

Come pasta dentifricia

Ieri sono passato al negozio di Mariano, il mio amico che vende articoli per il suicidio. Sotto le feste i clienti del suo negozio aumentano vertiginosamente, dice, e infatti non aveva molto tempo da dedicarmi. Dice che lui la crisi non la sente affatto, e ride. Una fortuna che Mariano ha rispetto agli altri negozianti è che lui non deve mettersi a fare pacchetti regalo, di solito nessuno a Natale ti regala un kit per l'autoiniezione letale o un cappio d'argento per impiccarti. "Sai Jimmy, il suicidio è una cosa molto personale, è difficile indovinare i gusti degli altri" mi confida Mariano. Per le strade del centro c'è un sacco di gente, a Mariano la gente non piace molto. È come il dentifricio, dice. Hai presente quando schiacci il tubetto ed esce un piccolo cilindro di dentifricio, se tu non sapessi che è perché hai premuto il tubetto potresti credere che il dentifricio è una cosa viva, un verme molliccio e bianchiccio che è uscito di sua spontanea volontà dall...

Quando me la racconto

Certe volte quando sono in giro, mentre passeggio o sono sull'autobus o siedo al tavolo del bar, faccio finta di parlare al cellulare con qualcuno, per passare il tempo. Costa molto meno che telefonare per davvero a qualcuno, e inoltre spesso io non ho davvero voglia di parlare con qualcuno al telefono, ho semplicemente voglia di parlare, per sentire come suonano i concetti che infestano la mia mente. La gente di solito telefona a qualcuno, ma mica perché ha davvero voglia di parlarci, solo perché si annoia, e ha bisogno di stare sempre connessa con altra gente, anche se non ha un cazzo da dire. Io invece qualcosa da dire ce l'ho, ma spesso non voglio dirlo a nessuno, e allora faccio solo finta di dirlo a qualcuno, per evitare che mi guardino storto. Certe volte per esempio faccio finta di parlare con Armenia, altre volte con mio padre, ma più spesso preferisco fingere di parlare con un ipotetico personaggio x, perché la cosa mi dà più libertà, non mi costringe a pensare a qual...