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Visualizzazione dei post da maggio, 2016

Che consiglio vuoi da me

Mi ha telefonato Cinzia Pontesi mentre tiravo con la fionda palline di insetti a Domenico, mio figlio. Ho comprato le palline di insetti su internet, un sacchetto da 250 g costa 0,99 euro, sono insetti della savana africana, macinati e poi fatti a palline, roba di prima qualità. Prima o poi le assaggio anche io. Domenico però non mi sembrava particolarmente goloso di questa leccornia, se ne stava lassù immobile sul muro, vicino a un quadretto Ikea che raffigura un anonimo paesaggio boschivo scandinavo, forse gli ricorda casa, anche se non credo che i gechi bazzichino la Scandinavia. – Ciao Bandini, ho bisogno di un consiglio. – Sei una che va subito al sodo eh? No ma lo apprezzo, non sopporto quelli che mi chiedono come sto, quando ormai è risaputo che sto bene, o che al massimo non c’è male. – Senti, si tratta di Ermete. Lui non è più lo stesso di un tempo… a volte è come se non esistessi per lui. Mi sa che non lo amo più. – Allora non si tratta di Ermete, si tratta di te. – Eh? Ah, s...

Una sequela di fatti incresciosi, con un lieto fine

Ero stanco di guardare l’effetto neve nella mia tv analogica e allora mi è venuta voglia di andare al cinema, solo che non avevo i soldi, e soprattutto non avevo voglia. Infatti devo correggermi: avevo voglia di essere al cinema, ma nessuna voglia di andarci . Quindi ho cominciato a chiedermi quale fosse il valore aggiunto del guardare un film al cinema invece che alla tv, e dopo averci rimuginato su un bel po’ (tipo dieci secondi) ho realizzato: i popcorn! Mi sarebbe bastato comprare dei popcorn e piazzarmi davanti alla tv di casa per rivivere l’esperienza coinvolgente del cinema senza andare al cinema ma comodamente seduto sul divano di casa mia. Così sono andato al supermercato a comprare i popcorn già fatti, lo so che sono meno buoni di quelli fatti sul momento, ma io quando sento tutti quei poveri chicchi di mais che esplodono dentro la padella buttando fuori la loro materia popcornea come calzini rovesciati, dopo mi viene la nausea e non ho più voglia di mangiarli, mi sembra una...

Riposa in pace

Sono andato al cimitero a vedere come stava mia madre, e mia madre non c’era più. Voglio dire che non c’era più nella sua nuova forma di funghetto. Non lo sapevo che i funghetti potessero andarsene così da un’altra parte. Pensavo che avessero le radici, o quello che è. Ora che ci penso però un fungo non è un albero o un fiore, forse le radici non ce le ha, forse può andare dove gli pare. Tipo nelle piscine e in altri posti umidi dove si trova a suo agio. Dove sei andata, mamma? Volevo fare due chiacchiere con te. Poi magari torni? Non pensavo che anche da morti si fosse così inquieti, forse è per questo che si dice: “riposa in pace”. Perché non è così scontato, evidentemente c’è gente che riposa nell’inquietudine, o nell’astio, o nel rimpianto, o nella frustrazione, proprio come nella vita di tutti i giorni, anche se non lo chiamerei propriamente “riposare”. E con questo ho già usato per due volte le virgolette in un unico post, e siccome odio le virgolette, forse è meglio se per oggi ...