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Visualizzazione dei post da ottobre, 2010

Una nuova pizza

Volevo farlo da giorni e alla fine l'ho fatto. Ieri sera dopo l'ennesima consegna di pizze sono andato da Lacazza, era davanti al forno e stava schiaffeggiando in aria la pasta della pizza, facendola ruotare e planare. Sono rimasto lì a fissarlo finché lui, senza guardarmi, ha detto "Cazzo vuoi, Bandini". – Com'era il film? – gli ho chiesto allora. – Che film – ha mugugnato, continuando a tenere gli occhi ficcati nella pizza. – Quello dell'altra sera, al multisala. – Io non vado mai al cinema, pustola, casomai vado allo stadio. – Eddài Lacazza, basta con le stronzate, non capisco perché devi far finta di niente, sei ridicolo, e guarda come la stai martoriando, quella pizza. – Punto primo Bandini: di quali stronzate stai parlando, stronzo? Punto secondo: chi è che è ridicolo? Punto terzo: è una pizza San Sebastiano, il martirio è la sua essenza. – Non abbiamo mai avuto una pizza San Sebastiano. – Da oggi ce l'abbiamo! L'ho appena creata! Di' a Gina ...

La Fine della Rivincita

Il capo ha chiamato in riunione tutto il Reparto Creazione. – Ho una notizia cattiva. Quale volete sentire prima? – ha detto. Era una domanda difficile, probabilmente a trabocchetto. Nessuno ha osato rispondere. – Si tratta del Giorno della Rivincita – ha detto il capo. – Che è domani, se non sbaglio – ha detto con arguzia Creativo n.2. – Non sarà né domani, né mai più. La Direzione ha deciso così. – Che cosa? E io adesso con chi me la prendo? Devo riprendere a picchiare i miei figli? – è esploso Creativo n.4. – Tu hai figli? Da quando? – è sbottato il capo. – Come? No, no! Ahaha. Figli. Ah. Ho detto "figli"? Volevo dire "tigli". Dovrò riprendere a picchiare i miei tigli, in giardino. Il capo ha fissato per dieci secondi Creativo n.4, nel silenzio più assoluto. – Ma quindi non possiamo più vendicarci sul Reparto Entropia? È ingiusto! Scommetto che c'è lo zampino dei sindacati – ha mugugnato Creativo n.2. – Niente più Reparto Entropia – ha detto il capo, chiudend...

Effetto multisala

L'altra sera sono andato al cinema con Armenia a vedere un film di cui non ricordo il titolo, con quell'attore di cui non ricordo il nome, un'esperienza indimenticabile come sempre. Il cinema era un multisala, noi eravamo nella sala 5, questo me lo ricordo. Ogni tanto nel nostro film c'erano delle scene di silenzio e allora durante queste scene di silenzio si sentivano pezzi sonori del film della sala contigua, la 4, si sentivano esplosioni, urla, e anche un po' di colonna sonora trionfale. Il che a me faceva venire voglia di alzarmi, uscire dalla sala 5 e andare a vedere che cosa stesse accadendo nel film della sala 4. Io non capisco come mai i multisala non sfruttino fino in fondo la loro natura multisalica, per esempio agli spettatori all'ingresso dovrebbero essere dati dei telecomandi, in modo tale che se il film che danno nella sala 5 è noioso, io possa fare un po' di zapping e vedere che cosa c'è di bello nella sala 1, oppure nella sala 2, oppure n...

Rumore di fondo

Stamattina hanno suonato al campanello. Ermete Dossi si è chiuso nell'armadio. Domenico stava facendo un po' di esercizio dentro la centrifuga per insalata, correva come un criceto qualunque, per tenersi in forma. Betsabea era ancora a letto. Casa mia comincia ad essere un po' troppo popolata. Sono andato ad aprire, era il vicino, quello che credevo fosse morto. – Mi scusi se la disturbo, Bandini. – Ah è lei, pensavo che fosse morto. Il vicino ha fatto un passo indietro e mi ha squadrato, credo che volesse esprimere una qualche forma di indignazione, ma a me è sembrato solo un goffo passo di breakdance. – Senta – ha ripreso a dire – sono giorni che dal mio appartamento sento la sua tv. Ma lei non la spegne mai? Non può almeno abbassare il volume? – Veramente credevo che fosse lei, ad avere la televisione accesa. Ecco perché credevo che fosse morto. Per almeno tre giorni la tv accesa, ininterrottamente, lei capisce, la immaginavo morta con il telecomando in mano, riverso sul...

Fino a che non si calmeranno le acque

Ermete Dossi si è presentato a casa mia. – Che ci fai qua? – gli ho detto. Ultimamente è fisicamente instabile, nel senso che non è più stabilmente localizzato in un solo luogo fisico, la Zona Deumanizzata. Questo mi inquieta, sento odore di oscuri presagi, sempre che questa frase abbia un senso, ma anche se non ce l'ha. Aveva con sé un sacco di iuta con dentro un paio di jeans, un maglione sdrucito e un po' di biancheria. La iuta è bella. – È solo per un po', finché non si calmano le acque – ha detto. Ultimamente ha visto un po' troppa gente nella Zona Deumanizzata, il che non è evidentemente un buon segnale, probabilmente stanno cercando lui, sono quelli dei servizi segreti, dice, probabilmente hanno visto la puntata di Criminali Buffi che lo ha visto come protagonista. – Sei pazzo, non puoi stare qua – gli ho detto. – Solo per un po'. Che cos'è quella? – ha chiesto indicando il cumulo di terra ammonticchiato contro la parete. – Terra. Ne vuoi un sacchetto? – ...