8 giugno 2010

Era bello tornare

Ieri sera sono andato a consegnare tre pizze all'aeroporto. Dopo, già che ero lì, ho fatto un giro nell'aeroporto, ho visto sul tabellone degli arrivi che era appena atterrato un aereo da Parigi. Dopo un po' è arrivata questa gente con le valigie e le facce sorridenti e un po' stanche, erano i viaggiatori che arrivavano da Parigi. Allora io mi sono infilato tra di loro, anche se non avevo valigie né niente, e ho fatto finta che stavo tornando da Parigi. Il gruppetto stava scemando verso l'uscita, anche io sono scemato con loro, e ho cercato di infilarmi nei loro discorsi, tutti dicevano di dov'erano stati, cos'avevano fatto, c'erano anche dei francesi, allora anche io ho cominciato a dire che la torre Eiffel era veramente fica, e che avevo preso un aperitivo a Place de la Concorde che m'era costato un occhio della testa (non so perché si specifica sempre che è della testa, quest'occhio. Di dove dev'essere mai, se no), ma tutti mi guardavano con l'occhio della testa del sospetto, come fossi un intruso, insomma. Poi siamo usciti sul piazzale antistante e chi si è diretto ai taxi, chi al bus navetta. Io ho alzato lo sguardo in cielo, era una bellissima e limpida serata, una bellissima e limpida serata italiana, la serata giusta per tornare, quasi mi mancava l'Italia, dopo un mese passato a Parigi, dopo tutto quel Tamigi, tutti quei croissant. Era bello tornare nella mia città, pensavo. Poi sono salito sul bus navetta pure io, insieme a tutti i miei compagni di volo, c'erano dei francesi anche sul bus navetta, il bus navetta è partito. C'era traffico anche a quell'ora, nella mia città, ero tornato da Parigi da neanche mezz'ora e già non ne potevo più, già era finita la magia della mia città, praticamente era come se non fossi partito, che fregatura, i viaggi. Poi mi sono ricordato dello scooter, avevo lasciato lo scooter di RapidoPizza all'aeroporto, sono sceso alla prima fermata utile e ho cominciato a camminare a piedi verso l'aeroporto, ci avrei messo almeno quaranta minuti, però era bello camminare nella brezza della periferia essendo tornati da Parigi, dopotutto. Bisognerebbe sempre essere appena tornati da qualche parte.

11 commenti:

peppermind ha detto...

Bello.
Però occhio a non tornare da Marte, prevedo guai più seri...

Stefania ha detto...

bentornato a casa, Bandini.

Anonimo ha detto...

e bisognerebbe essere sempre, anche e pure, da qualche altra parte...

giulia

p.s. grazie per la risposta
c'è un Bandini che commenta, con arguzia devo dire, sul blog di Settore, l'interista del momento (o forse no, mah), e mi ero chiesta se fossi tu
(e io son curiosa come una scimmia)

Mario Pe(l)lacani ha detto...

se in molti copiassero quest'idea avremmo una forte destabilizzazione dell'ordine pubblico (che come l'occhio della testa, non si e' mai sentito un problema d'ordine privato)

Cacacazzo ha detto...

Tamigi???

Bandini ha detto...

Mi sono fatto prendere dalla rima Parigi-Tamigi. Eppoi, oh, era uguale al Tamigi, u-gua-le!

Anonimo ha detto...

Gesù, potevi andartene a Ravenna, almeno ci torvavi la Senna.
ps: la password richiestami per scrivere l'idiozia che ho appena scritto è "inail". Non aggiungo altro.
Inetto.

Bandini ha detto...

Hai ragione, Inetto. E che dire di Rho? Ci avrei trovato il Po!

Tyler Durden ha detto...

sempre per rifarmi alla Francia io sono appena tornato dalla toilette. Ed è bellissimo leggere un tuo post.... :-)

Anonimo ha detto...

Bandini, tre giorni fa ho mangiato un pezzo di pizza all'aeroporto mentre aspettavo un aereo da Parigi. Capisco bene pèrchè qualcuno che ci lavora la piazza se la fa portare da te...
Elisinspaceland

MaxTux ha detto...

Certo che quando non si ha più nulla da dire si potrebbe anche smettere di scrivere.

Hai smesso di essere interessante molto tempo fa.
I tuoi lettori per tornare sul tuo blog non devono avere proprio niente da fare...