30 luglio 2009

Alla frutta

Non vedo l'ora che si arrivi alla frutta.
A me la frutta piace, e poi fa bene.

23 luglio 2009

Il perché di Clebbino

Stamattina eravamo in riunione io e gli altri creativi nella Sala Incubatrice. Non ho molta voglia di scrivere questo post. Comunque, eravamo lì, Creativo n.2, Creativo n.3, Creativo n.4, io e il capo.
- Quanto tempo è che è morto, Creativo n.1? - ha detto n.3.
- Abbastanza - ha detto n.2.
- No, perché mi chiedevo, a un certo punto visto che n.1 non c'è più, qualcuno di noi dovrà pur prendere il suo posto, no?
- In che senso - ha fatto n.4, guardingo.
- Diventare n.1, in quel senso lì - ha detto n.3.
- E chi dovrebbe diventare n.1? Di sicuro non tu, visto che tu sei n.3 - ha detto n.2.
- Ma che c'entra. Non funziona così, mica siamo in fila dal macellaio - ha detto n.3.
- Ma infatti - ha detto n.4.
- E invece sì - ha detto il capo, che fino a quel momento era apparso tutto preso a scoprire le mille funzioni segrete del suo Blackberry - siete dal macellaio, e il macellaio sono io. E voi siete gli agnellini.
- Un momento - ho detto io.
- Che c'è, n.5?
- Gli agnellini non prendono i numerini, dal macellaio. Gli agnellini sono le vittime. I clienti predono i bigliettini. Ma i clienti non sono le vittime. La similitudine è sbagliata, capo.
- Ah, è sbagliata? Sai cosa ti dico n.5? Che questa è una macelleria speciale, in questa macelleria speciale gli agnellini vengono per farsi ammazzare, e fanno la fila per farsi ammazzare, e siccome tutti vorrebbero farsi ammazzare subito, tutti smaniano per farsi ammazzare questi agnellini del cazzo, allora ecco che il macellaio è costretto ad adottare il meccanismo dell'eliminacode. Ecco com'è.
- Ma scusa capo, ma allora è un mattatoio, non è una macelleria - ho detto io.
- Ma insomma n.5, stamattina ti sei svegliato in modalità testa-di-cazzo? Questa è una macelleria speciale, va bene? È la Macelleria Clebbino ok? Adesso vogliamo iniziare questa cazzo di riunione?
- Mi sono sempre chiesto il perché di Clebbino - ha detto allora n.4.
- Cristo di dio - ha detto il capo.
- Il perché del nome. Che razza di nome è: Clebbino? Siamo una multinazionale presente in 80 paesi del mondo, con un fatturato pari a... pari a..., con un fatturato senza pari. Allora perché chiamarsi "Clebbino"? Che razza di nome è per una multinazionale?
- Secondo te come si doveva chiamare. Clebbone? - ha detto n.2.
- Ma che c'entra. Clebbino, cristo, è così cheap.
- Non è cheap. È friendly - ha detto n.3.
- Anche un po' cosy. Cosy e friendly - ho detto io.
- Cosy, friendly e anche un po' boby - ha detto n.2.
- Boby? - ha fatto il capo.
- Non esiste? - ha detto n.2, sbiancando di colpo.
- Sei fortunato che non ho voglia di verificare - ha ringhiato il capo.
- Stamattina su ebay ho comprato non mi ricordo cosa - ha detto n.4.
- Cosa? - abbiamo chiesto tutti.
N.4 ha alzato le spalle.
- Non mi ricordo.
- Io vorrei comprare un cric idraulico - ho detto io.
- INIZIAMO QUESTA CAZZO DI RIUNIONE PER FAVORE? - ha sbottato il capo.
- N.5, ho sentito che vendi sacchetti di terra - ha detto n.2.
- Sì - ho detto io.
- Quanto costano?
- 4 euro. 5, se ci vuoi anche i vermi.
- Terra vera?
- Terra vera.
- Me ne porti uno?
- Ok.
- Ma è proprio terra terra?
- Terra terra terra.
- Ok.
- Ok.
- Ok.
- Ok.
- Ok.
- Ok.
Alla fine eravamo tutti d'accordo, non so bene su cosa.

22 luglio 2009

La quale cosa

Ierisera la tv ha detto che il 64% degli italiani cosavano qualcosa, non mi ricordo cosa. “Cos’ha detto che cosano?” ho chiesto ad Armenia, lei ha risposto boh. Stamattina alla radio un politico ha detto “La cosa è questa”. Ma non credo si riferisse alla cosa di ierisera, immagino però che tutte le cose siano collegate, oppure dev’esserci una Cosa maiuscola, più grande, che mi sfugge. In pizzeria ho fatto un esperimento, ho chiesto a Lacazza, il pizzaiolo: a cosa pensi?
– Fatti i cazzi tuoi, Bandini – ha risposto. Esperimento fallito. Mentre aspettavo che mi mandassero a consegnare le pizze, ho sfogliato il giornale, in prima pagina c’era un articolo dove il giornalista diceva che “le cose non stanno così”, ecco che c’è già una moltiplicazione di cose in atto, una proliferazione di cose, cose, cose. Disperato ho telefonato ad Armenia, “Di quali cose parlano tutti? Quali sono le cose? C’è una Cosa maiuscola?”
– Calmati Jimmy – ha detto Armenia – la Cosa maiuscola, mmmsì, la Repubblica?
– Come, la Repubblica?
– “Res publica”, significa: cosa pubblica.
– Ah.
Ma però ho dei dubbi, che si tratti della Cosa pubblica. Non mi convince. Ci sono un sacco di cose ma la Cosa pubblica non c’è mica più, c’è rimasto solo un Pubblico, ma la Cosa è scomparsa, mi sa. Se l’è fregata qualcuno, forse.

09 luglio 2009

Le persone accidenti

Stamattina sono arrivato in ufficio presto, ed arrivando ho incrociato Penelope 5 che usciva dal turno di notte.
– Che ti è successo? Ti hanno pisciato in faccia? – le ho chiesto ridendo.
– Ho pianto, stronzo! – e andandosene mi ha dato uno spintone che per non perdere l'equilibrio mi sono dovuto abbracciare il boccione dell'acqua (ma forse dovrei dire boccione del piscio, per quella storia di qualche post fa).
Accidenti come sono permalose le persone, ho detto al boccione del piscio. Lui ha gorgogliato.
– Nessuno mi ha mai abbracciato così – ha detto Creativo n.3, passando.

08 luglio 2009

mojto!

Ieri ho consegnato una Pizza Rubizza e un Calzone Puzzone a un tizio che m'ha attaccato un bottone assurdo! Ho suonato il campanello e il tizio ha detto: chi è! Io ho risposto: Rapidopizza! Sali su, ha detto lui!
Sono salito su e lui mi aspettava alla porta!
– Ecco la Pizza Rubizza e il Calzone Puzzone! Da bere non aveva chiesto niente vero!
– No. E tu cosa bevi?
– Niente grazie, se vuole mi può lasciare la mancia!
- Non ti offrivo da bere. Dicevo: tu che bevi tipo quando esci la sera?
– Ah è un sondaggio! Figo, io non ho mai partecipato nella vita a un sondaggio! Dunque, vediamo... un mojito!
- Ma certo. Ovvio. Un mojito. Adesso tutti bevono il mojito. Il mojito è il drink del momento. Con tutto quello zucchero. Una popolazione di futuri diabetici. Una popolazione che beve mojiti su mojiti, un paese intero che beve mojito spaparanzato sulla sdraio, un paese che affonda piano piano come il titanic e tutti cosa fanno, bevono il mojito.
– Quindi insomma niente mancia!
– Ma si può sapere cos'hai da esclamare? Cos'hai che non va?
– Tutti esclamano signore! Oggi come oggi tutti esclamiamo e facciamo le faccine! Oggi tutti facciamo le faccine, esclamiamo e beviamo mojiti!
– Come ti chiami ragazzo?
– Jimmy Bandini!
– Sai una cosa Jimmy Bandini? Odio il punto esclamativo, questo gran pennacchio su una testa tanto piccola, questa spada di Damocle sospesa su una pulce, questo gran spiedo per un passero, questo palo per impalare il buon senso, questo stuzzicadenti pel trastullo delle bocche vuote, questo punteruolo da ciabattini, questa siringa da morfinomani, questa asta della bestemmia, questo pugnalettaccio dell'enfasi, questa daga dell'iperbole, quest'alabarda della retorica. Sai chi è che scriveva così?
- No, chi!
- Ugo Ojetti. E io aggiungo: questa banderuola al vento, questo cazzetto su una fichetta frigida, questa cannuccia dentro a un mojito, questo...
Alla fine sono scappato via senza mancia e mi è pure passata la voglia di esclamare.

07 luglio 2009

Ho visto dio al reparto pannolini

Servitevi da soli c'è scritto al banco formaggi del supermercato. Mi sembra un ordine così perentorio che faccio bene attenzione a non contraddirlo, magari se lo contraddico mi ritirano la fidelity card, che ne so. Così ogni volta che arrivo al banco della gastronomia, sto bene attento a non attirare l'attenzione dell'addetta del banco, una volta mi ha chiesto che cosa desideravo e io sono scappato a gambe levate. Voleva servirmi! Era sicuramente una trappola del direttore del supermercato, il quale mi spiava dall'occhio della telecamera a circuito chiuso, che – non sarà un caso – è sempre puntato su di me. Ogni volta, poi, aspetto che non ci sia nessuno nei dintorni, nessun cliente voglio dire, perché il cartello è chiaro, il cartello dice "Servitevi da soli", non dice "Servitevi" e basta. Devo essere anche solo mentre mi servo, questo vuole il mio supermercato, vuole che io faccia tutto da me, e in solitudine. Mi è venuto in mente che una delle regole dei gesuiti era Vae soli, numquam duo, evidentemente il supermercato è il collegio gesuitico di oggi, dove ci si deve muovere sempre soli, muoversi in coppia è da sediziosi, da ribelli, da reietti, da peccatori, la spesa va fatta in raccoglimento con se stessi, non siamo qua per chiacchierare, non è il mercato, è il supermercato. Ma la regola dei gesuiti continuava, dopo numquam duo diceva semper tres, sempre in tre. Mai in due, sempre in tre. Allora ho capito da dove veniva la regola del "compri due, paghi tre", non appena ho realizzato questa cosa ho avuto una crisi mistica, ho alzato lo sguardo verso il soffitto e la luce al neon oltre la grata mi ha accecato per un istante, sono caduto in ginocchio e ho visto dio, ho visto dio al reparto pannolini. Non potevo crederci.
"Ma sei dio?" ho chiesto.
Allora la sua voce è tuonata in tutto il supermercato.
"Il supermercato chiude tra 5 minuti" ha detto dio, "si prega la gentile clientela di avvicinarsi alle casse".
Sono svenuto.


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EP (che ringrazio) mi fa giustamente notare che ho sbagliato la traduzione della prima parte della regola. "Vae soli", in realtà, si può tradurre come "Guai a stare soli". Il che manda allegramente a puttane tutto il senso di questo post. EP inoltre afferma che non si tratta di regola gesuitica. Io in effetti avevo cercato la fonte su Internet: ad affermare che fosse un motto dei gesuiti è Álvaro Pineda Botero in La fábula y el desastre (Medellín: Fondo Ed. Univ. Eafit, 1999). Ricontrollando però ho trovato che era una regola della Congrégation du Saint-Esprit. Il cui fondatore Claude-François Poullart des Places, però, studiò in un collegio gesuitico. Da qui forse l'equivoco.