L’idea, io me la ricordo così: con lo sviluppo tecnologico un giorno i lavori più pesanti o antipatici o alienanti o pericolosi li avrebbero fatti i robot, e noi esseri umani avremmo lavorato tutti di meno, e avremmo avuto più tempo per studiare, riposarci, camminare, ballare, fare giardinaggio, scopare. E lavorando tutti di meno, e facendo tutti lavori meno faticosi, il nostro fabbisogno energetico sarebbe diminuito, e avremmo avuto bisogno di meno cibo, e ci sarebbe quindi stato più cibo per tutti (questa ultima frase in realtà non fa parte dell’idea, cioè è più un’idea tutta mia, che mi è venuta prima mentre ero seduto sulla tazza del cesso). Invece niente, facciamo in media lavori meno faticosi, è vero, quindi con meno dispendio energetico di un contadino o di un minatore dell’Ottocento (faccio per dire). Ma lavoriamo lo stesso tutti come scemi, anche con tutte queste nuove tecnologie, facendo lavori sempre più sedentari e mangiando però al contempo sempre di più, forse è fame nerv...
B L O G G H I N O