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Gli effetti positivi delle cose non fatte

Sono andato al supermercato a comprare il Sale senza sale Clebbino©. L’impianto audio del supermercato trasmetteva in sottofondo della musica. Questa musica qualcuno l’aveva composta, qualcuno (in alcuni casi la stessa persona) l’aveva eseguita, qualcuno l’aveva prodotta, qualcuno l’aveva inviata alle stazioni radio, e qualcuno alle stazioni radio aveva deciso di trasmetterla, e qualcuno aveva deciso che noi dovessimo ascoltarla nei supermercati, nei centri commerciali, nei negozi, negli autolavaggio, nei luna park, negli ascensori, nei bar, nei negozi delle barberie e parrucchierie – che avevano nomi come Tagliati x Il Successo, In Barba Alla Noia, Mai Di Lunedì, Capellando – senza che nessun anello di questa catena si fosse chiesto per un istante: ma questa musica, è bella? Non era meglio il silenzio? Non è meglio perderle, certe occasioni? Purtroppo nessuno si prende la briga di misurare gli effetti positivi derivanti dal non fare le cose. Non so, per esempio tutte le guerre che si ...

Nuovi reality show e il business del fango

 COMPRO FANGO c’è scritto sull’insegna di molti negozi della città. Dev’essere il nuovo business in tempi di siccità, ho pensato. Stavo andando da Mediaworld a guardare un po’ di tv a scrocco. Appena entrato nel negozio, mi blocca l’addetto alla sicurezza che studia filosofia alle scuole serali. – È un po’ che non venivi –, mi fa, che è sempre il suo modo timido di salutarmi. – Come ti chiami? Scusa se te lo chiedo, ma mi sono accorto che ci conosciamo da anni ormai, e non so neanche come ti chiami, e dentro di me ti chiamo sempre “addetto alla sicurezza che studia filosofia alle scuole serali”, ma capisci anche tu che è un po’ lungo. Ha detto che si chiama Alfonso, ma tutti lo chiamano Alfo. Io gli ho detto piacere, mi chiamo Massimo ma tutti mi chiamano Bandini, tranne mio padre. – Come mai? – Perché a mio padre piace chiamarmi per nome. – No, intendo come mai ti chiamano Bandini. – Perché è il mio cognome. Mi ha detto che ha finito le scuole serali e che ha partecipato al castin...

L'arroganza di esistere

 Ho comprato una confezione di Minimacchine per Caffè Espresso Usa&Getta Clebbino. Ogni Minimacchina è alimentata a pile, il che la rende estremamente comoda perché ti permette di farti il caffè anche in assenza di gas o di elettricità. Inoltre ogni MCEUGC è monodose, con la cialda già inserita e la monodose di acqua in dotazione, basta premere il tasto con la tazzina e mettere la tazzina sotto l’erogatore, e poi si può buttare, così non c’è neanche bisogno di lavarla, il che permette di risparmiare acqua e tempo e energie. Ogni MCEUGC ha le dimensioni di una piccola borraccia, dunque estremamente pratica e portatile. Così adesso la mattina per bermi il caffè non devo neanche uscire dalla tenda che ho montato nel terrazzino di casa mia ed entrare in casa e accendere il fornello e farmi il caffè con la moka, tutte operazioni da boomer che io posso tranquillamente evitare bevendomi il mio caffè Clebbino. Mi piace dormire all’aperto in tenda, fare la vita da campeggio stando comod...

L'idea

L’idea, io me la ricordo così: con lo sviluppo tecnologico un giorno i lavori più pesanti o antipatici o alienanti o pericolosi li avrebbero fatti i robot, e noi esseri umani avremmo lavorato tutti di meno, e avremmo avuto più tempo per studiare, riposarci, camminare, ballare, fare giardinaggio, scopare. E lavorando tutti di meno, e facendo tutti lavori meno faticosi, il nostro fabbisogno energetico sarebbe diminuito, e avremmo avuto bisogno di meno cibo, e ci sarebbe quindi stato più cibo per tutti (questa ultima frase in realtà non fa parte dell’idea, cioè è più un’idea tutta mia, che mi è venuta prima mentre ero seduto sulla tazza del cesso). Invece niente, facciamo in media lavori meno faticosi, è vero, quindi con meno dispendio energetico di un contadino o di un minatore dell’Ottocento (faccio per dire). Ma lavoriamo lo stesso tutti come scemi, anche con tutte queste nuove tecnologie, facendo lavori sempre più sedentari e mangiando però al contempo sempre di più, forse è fame nerv...

Una devastante arma non convenzionale

 Buon anno! (ha! fa ridere, no?) Ieri sono andato a cena da mio padre. Sono giorni che mi nutro a semi di zucca e fegato di merluzzo spalmato su fette biscottate, non lo so neanche io perché, penso per inerzia e per praticità, da quando il pratico ha avuto il sopravvento sul teorico l’umanità ha iniziato il suo declino. Quindi avevo voglia di mangiare qualcosa di più sostanzioso, un pasto completo, e Svetlana, la moglie di mio padre, tutto le si può dire tranne che non cucini bene. Così sono arrivato a casa di mio padre ma Svetlana non c’era. – Svetlana non c’è? – È tornata in Russia. – Lo sapevo! Alla fine ti ha lasciato pure lei. – Non mi ha lasciato. È andata ad arruolarsi nella Brigata dell’Abbraccio. Ho annuito lentamente. Mentre mio padre mi fissava, mi sono seduto alla tavola apparecchiata. C’erano due piatti, e, al centro del piatto, una scatoletta di fegato di merluzzo. Mio padre continuava a fissarmi, in attesa. In attesa che io facessi la Domanda. Ma io non volevo farla....

La sicurezza prima di tutto

 Buon anno! Non c’è niente di meglio che iniziare bene la giornata per iniziare bene la giornata. Ed è quello che farò domani, perché oggi ormai è troppo tardi. Lo so che il proverbio dice non rimandare a domani quello che puoi fare oggi e meglio un uovo oggi che una gallina domani, ma se è per questo i proverbi dicono anche chi fa da sé fa per tre e l’unione fa la forza, e miei cari proverbi mettetevi d’accordo, pretendete di insegnarci come si sta al mondo ma poi vi azzuffate tra di voi, il risultato è che a noi gente poco savia arriva un messaggio contrastante, confuso, il messaggio non è univoco ed è così poi che nascono i fake proverbs e le legioni di NoProv che mettono in dubbio l’efficacia millenaria dei proverbi. Del resto la madre dei cretini è sempre incinta e giuro che non sono stato io. Ho installato sul mio smartphone una app per smettere di controllare compulsivamente lo smartphone. In pratica questa app ti dice quante volte al giorno controlli lo smartphone, e tiene ...

Incontrando chiunque

 Oggi che è l’epifania ho telefonato a mio padre per augurargli buona epifania, e lui mi ha risposto a te e alla tua famiglia, con lo stesso tono che hanno le casse automatiche ai caselli autostradali. Dimenticando oltretutto che la mia famiglia è lui. Sì, perché, non so se ve ne siete mai accorti, ma da qualche anno le casse automatiche parlano . Parlano senza ascoltare. Proprio come gli esseri umani. «E quasi dimenticavo: buon anno!» ho pure detto a mio padre. Lui ha risposto con un grugnito. Io non capisco per quale ragione la gente smetta di augurarsi buon anno dopo il 10 gennaio o giù di lì. Ci sono ancora più di 350 giorni nuovi di pacca davanti a loro, ma valli a capire, è come se l'anno fosse già andato a puttane, la festa finita, ormai bisogna tenere duro per undici cazzo di mesi e mezzo prima di avere davanti un altro anno bello fresco e luccicante e pieno di nascoste potenzialità. Quindi, ecco quello che farò, incontrando chiunque gli augurerò buon anno almeno fin...