Sono andato al supermercato a comprare le arachidi. Volevo quelle col guscio, ma ho scoperto che costano di più di quelle già sgusciate. Forse chi le produce le compra sgusciate e poi gli mette il guscio a due a due, ho pensato: una lavorazione che giustifica il sovrapprezzo. Ho comprato quelle già sgusciate perché il mio stipendio attuale non mi permette il lusso di comprarmi delle arachidi con il guscio. Dopo ho comprato anche la pasta. Io considero le linguette “Apri&chiudi” delle confezioni di pasta il grande fallimento dell’umanità. Ce ne fosse una che funziona. A questo proposito, se lavorassi ancora nel Reparto Creazione della Clebbino – cosa che non è, a sentire le voci di corridoio è stata sostituita da un team di intelligenze artificiali – suggerirei di lanciare sul mercato delle innovative confezioni di pasta con il sistema di apertura/chiusura che chiamerei Stretto di Hormuz©: una strozzatura dell’apertura della confezione posta sotto la sorveglianza di una micropo...
Grazie al corso deprofessionalizzante e alle competenze che ho disimparato sono stato assunto di nuovo alla Clebbino, stavolta con un contratto a tutele decrescenti, nel senso che mano a mano che passa il tempo le tutele decadono un pezzetto alla volta, fino ad arrivare a perdere la pensione e alla possibilità di venire licenziato in qualsiasi momento senza giusta causa e magari, perché no?, vedermi decurtato lo stipendio. Insomma, mi ha detto il responsabile alle risorse umane stringendomi la mano, si diventa sempre più leggeri, meno preoccupazioni, meno vincoli, e anche più incentivati magari a trovarsi un nuovo lavoro, a rimettersi in discussione, a restare giovani. Buu pensione! Buu posto fisso! «Ma è legale?» gli ho chiesto. Lui è scoppiato a ridere e con delle gran pacche sulle spalle mi ha spinto fuori dal suo ufficio. Il mio nuovo lavoro consiste nel dialogare con un chatbot IA per “allenarlo”, mi ha spiegato il mio capo. «Di cosa gli devo parlare?» «Di qualunque cosa. Non...