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I denti sono il passato

Siccome sono tre giorni che ho mal di denti sono andato dal dentista. Mentre aspettavo in sala d’aspetto ho letto le ultime novità sui giornali e le riviste che il mio dentista mette gratuitamente a disposizione della clientela, un gesto il suo che nel suo piccolo contribuisce al progresso culturale della società e quindi del paese. Mentre leggevo la dichiarazione di Giovanni Ciacci che confermava che Barbara D’Urso e Gerard Butler stanno insieme (“Giovanni, pensi che ci sia del tenero tra Barbara e Gerard?” “Penso proprio di sì, metterei l’intero braccio sul fuoco! Ormai sono inseparabili, è chiaro che ci sia del feeling”) l’assistente si è affacciata in sala d’aspetto e mi ha chiamato. Ho appoggiato la rivista sul tavolo e mentre mi accomodavo in poltrona e l’assistente mi sistemava il bavaglino di carta sul petto mi chiedevo che razza di modo di dire fosse “c’è del tenero”. A quale entità ci si riferisce esattamente? La carne può essere tenera, un coniglietto può essere tenero, il t...

Di cosa ci occupiamo nella vita

L’altro giorno me ne stavo nel mio ufficio, davanti allo schermo del computer. Con una lente di ingrandimento stavo contando i pixel dello schermo, quando a un certo punto è suonato il telefono. Era il suono di una chiamata interna, ma sul display non è comparso nessun numero. Allora non ho risposto. Dopo tre squilli, il telefono ha smesso di suonare. Ho alzato la cornetta e ho chiamato Creativo n.2. – Che succede? – Sei tu che mi hai chiamato? – No. – Ok. – Ok. Ho messo giù. Ho tamburellato con le dita sulla scrivania. Poi mi sono alzato e sono andato nell’ufficio di Numero Due. L’ho trovato che stava facendo girare il suo smartphone sul tavolo, come una trottola. – Che c’è ancora? – mi ha detto, mentre lo smartphone ruotava. – Mi stavo chiedendo una cosa. – C’è Google per questo. – No, non credo. Non per questa domanda. – Sarebbe? Mi sono seduto di fronte a lui. Non sapevo bene come metterla giù. – Mi chiedevo. Noi, esattamente. Che lavoro facciamo? – Noi, intendi la Cl...

Come una pioggerella

– Hai sentito quella storia su quel Reparto Entropia a San Pietroburgo? Quelli sì che ci sanno fare – mi ha detto stamattina Creativo n.2 mentre eravamo nella saletta ristoro davanti al distributore automatico di snack. – Mi manca, il Reparto Entropia – gli ho detto io. – Anche a me. Ma ormai hanno delocalizzato anche quello. Tocca rassegnarsi. In realtà non sapevo di cosa stesse parlando. Non leggo né ascolto né guardo le notizie da almeno un anno. La sola parola “notizia” mi fa schifo. Notizia. Notizia. Notizia. Notizia. Notizia. Notizia. Per non parlare di news. News. News. News. News. A pensarci ancora meglio, tutte le parole fanno abbastanza schifo. Bolo rimasticato da milioni di persone migliaia di volte al giorno, è come passarsi di bocca in bocca il cibo dopo averlo ciancicato un po’. – Perché la gente parla? – ho chiesto a numero 2. – L’hai appena fatto anche tu. E infatti avevo in bocca un sapore mefitico, di reflusso gastrico. Ho bevuto un 32 dal distributore automatico...

I terroristi

Secondo Ermete Dossi i terroristi dell’Isis hanno inondato il web di video virali di gattini e altre tipologie di video buffi. Lo avrebbero fatto per trasformare gli occidentali alla guida delle loro auto in inconsapevoli armi di distruzione di massa. Così facendo non hanno neanche più bisogno di martiri suicidi che si immolino per la causa: fanno tutto gli infedeli occidentali, che non riescono a resistere a quei video divertentissimi, e li guardano sui loro smartphone anche mentre camminano per strada e mentre guidano. E il risultato è che guardando video virali buffi di gattini si fanno fuori a vicenda trasformando le strade urbane in macellerie messicane. – Ecco perché non ho uno smartphone, per rispondere alla tua domanda – dice, grattandosi con un dito sotto la benda da pirata l’occhio che non ha più. – Come va con gli antidepressivi? – chiedo, preoccupato. – Adesso ti faccio vedere come faccio la spesa. Entriamo all’Esselunga. Lo seguo mentre si aggira per le corsie,...

Una crisi religiosa

– Credo di avere una crisi religiosa – mi ha detto l’altro giorno mio padre al telefono. – Arrivo subito – gli ho detto, e ho messo giù il telefono. Be’, quasi subito. Prima dovevo finire di scoparmi Dolly. Per non essere costretto poi a pulirla ho eiaculato fuori, ma non è stata una buona idea. Lo sperma è finito sui riccioli lanosi di Dolly. Imprecando sono andato in bagno a lavarmi e sono andato da mio padre. Appena arrivato ho suonato al citofono. – Sono io. Che succede? – Aspetta lì che scendo io. Mi accompagni dal ferramenta. Siamo andati dal ferramenta. Mentre guidavo gli lanciavo delle occhiate, cercando di scorgere i segni della sua crisi religiosa. Mi sembrava perfettamente normale, quasi inespressivo, giusto un po' stanco, o forse solo più vecchio. I padri per darsi un tono ogni tanto invecchiano di botto. – Guarda la strada quando guidi – ha detto lui. Entrando in negozio gli ho chiesto che cosa doveva comprare: un decespugliatore? Una microsega a cat...

La fotocellula

– Sai che cosa mi dà un piacere indicibile? – mi ha chiesto Creativo n.2. O era Creativo n.3? Non me lo ricordavo più. Eravamo nascosti nel bagno aziendale, al buio. E per evitare che la fotocellula rilevasse la nostra presenza e accendesse le luci, ce ne stavamo perfettamente immobili, bisbigliando appena. Ci eravamo chiusi lì per scampare a un briefing o a un debriefing o un rebriefing o un prebriefing, chi se lo ricorda? Io non me lo ricordavo di certo, perché avevo appena ingollato una NonCiPensare®. O forse due? Il problema con le NonCiPensare® è che dopo averne presa una, ti dimentichi quasi subito di averla presa, e allora ne prendi un’altra; e un’altra; e un’altra... – No, cosa? – ho risposto, anche se la sua era una domanda retorica, quindi potevo anche non rispondere: potevo anche solo stare zitto: ma uno degli effetti collaterali della NonCiPensare® è che non cogli più le finezze della retorica. – Vedere tutte quelle macchine sportive e SUV e berline, quelle che negli s...

Merendina

Per chi non lo sapesse, gli ingredienti dello snack Merendina Clebbino sono: Farina di frumento, crema al cacao 42% [zucchero, grassi e oli vegetali (girasole, cocco), cacao 15% corrispondente a 6% sul prodotto finito, nocciole, emulsionante: lecitina di soia, aroma], confettura di albicocca 27,5% (zucchero, purea di albicocca 45% corrispondente al 12,4% sul prodotto finito, gelificante: pectina, succo concentrato di limone, correttore di acidità: acido citrico), crema al latte scremato in polvere 21% [zucchero, acqua, burro di cacao, sciroppo di glucosio, latte scremato in polvere 11,3% corrispondente al 2,4% sul prodotto finito, amido di riso, latticello in polvere (latte), proteine del latte, fibra solubile: oligofruttosio], sciroppo di fruttosio-glucosio, zucchero, burro, olio di semi di girasole, uova fresche, zucchero in cristalli di copertura 3,1%, margarina vegetale (burro di cacao, olio di semi di girasole, olio di cocco, acqua, olio di cartamo), granella di bisc...