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Mastro di chiavi

Ierisera ho cenato da mio padre, anche perché avevo paura che tornando a casa avrei trovato il tizio testimone di Geova sbudellatore di bambole gonfiabili. Dopo cena, mio padre mi ha detto che domani parte per Vladivostok. – Come sarebbe? – Sarebbe che mi era venuta voglia di andare a Vladivostok, così ho fatto il visto e domani parto. – Tutto qua? – Tutto qua. – Ci vai da solo? – No, ci vado con Maya. – A Vladivostok? – Proprio, a Vladivostok. – E quanto dura il volo? – Niente volo, ci andiamo in treno, con la Transiberiana, da Mosca. A Mosca però ci andiamo in aereo. – E quando tornate? – Mah, non lo so, non abbiamo fatto il biglietto di ritorno. – Ma tornate? – Torniamo, torniamo. Tieni, ti lascio le chiavi di casa. Mio padre ha appoggiato il mazzo di chiavi sul tavolo e l’ha fatto scivolare verso di me, con un rumore di una ghigliottina. Ultimamente tutti mi lasciano le loro chiavi di casa, ho pensato. Ma io? A chi posso lasciare le mie chiavi di casa, se vanno tutti via prima di m...

Fanatismo religioso e minacce

Ieri sera sono tornato a casa dopo aver passato la giornata a guardare la tv dentro al centro commerciale, mi faceva male il collo e avevo voglia di fare del sesso con Betsabea, adesso che finalmente se n’erano andati tutti da casa mia. Come sono entrato in casa e ho acceso la luce, ho visto un tizio seduto sul divano che mi ha puntato una pistola contro. Non si può stare tranquilli mai. – Sei un testimone di Geova? – ho chiesto. – Ti sembro un testimone di Geova? – ha chiesto a sua volta il tizio, sembrava offeso. – Sì. Mi dispiace, io non credo in Dio, e comunque credo che siate completamente fuori strada – ho detto. – Sei tu che sei fuori strada, idiota. Non sono un testimone di Geova. – Non c’è mica niente di male – ho detto. – Ti ho detto che non lo sono! – ha urlato quello. – E allora che cosa saresti, sentiamo. Musulmano? – Che cosa cazzo ti fa pensare che sono qua per motivi religiosi? Che cosa c’è che non va nella tua testa? Sono qua per il tuo amico Ermete. So che sai dove si...

Ero una moltitudine

Armenia non è ancora tornata dalla montagna e non risponde ai miei sms. Potrei chiamarla ma questo mi porrebbe in una posizione di debolezza, e io detesto essere debole. Inoltre non ho più credito telefonico e ho il conto corrente quasi in rosso, e io detesto essere povero. Essere povero e debole, poi, mi manda su tutte le furie. Sono andato da Bilal Fefeni a scroccargli una kebizza, ieri. Nel suo locale oltre a lui c'eravamo io, tre bengalesi, un pakistano e le mosche. Mi sentivo lo straniero, ero Jimmy lo Straniero in mezzo ad asiatici in un locale ai margini della fine del mondo. Le mosche invece non credo si sentissero straniere. Le mosche mi sa che si sentono sempre a casa, dategli una superficie vetrata contro cui andarsi a schiantare ripetutamente e loro saranno gli insetti più felici del mondo. – Io non può credere che tu licenziato da RapidoPizza, Bandini – ha detto Bilal. – Invece credici. È così. – Tu sempre lamentato di quel posto, tu sempre hai detto 'io lascia que...

Solo acqua passata

Alla Clebbino è successo un casino dopo che è venuta fuori la storia della sottrazione di un cassibernato dal data center ad opera di ignoti. Gli ignoti siamo naturalmente io ed Ermete, ma probabilmente non resteremo ignoti a lungo, a quanto pare le forze di sicurezza e le forze dell’ordine e chissà chi altro stanno visionando più volte i filmati delle telecamere a circuito chiuso per identificare i due criminali. I due criminali infatti sembrano aver agito a volto scoperto, dice Creativo n.4 mentre siamo in pausa davanti al distributore automatico di bevande calde. – In che senso sembrano? – gli chiedo io. – Non che la cosa mi interessi, eh – aggiungo, fingendo disinteresse per non destare sospetti. – Nel senso che probabilmente hanno usato maschere molto realistiche, maschere al lattice, tipo. Quale idiota altrimenti farebbe una cosa simile a volto scoperto? – Ma infatti, dovrebbero essere idioti totali – convengo io. – Io so chi è stato – dice Creativo n.2 raggiungendoci, con aria d...

Nei miei panni

Appena arrivati a casa mia Cinzia Pontesi mi ha chiesto perché non l'avevamo portata a casa sua. – Di' la verità Bandini, hai perso le chiavi che ti ho dato – mi ha detto, barcollando perché non riusciva ancora a camminare bene. – No Cinzia, è che è più sicuro così, per il momento. Almeno finché non si saranno calmate le acque – ho detto io. – Quali acque? – Le acque Cinzia. Le acque del 2022. È una lunga storia. – C'è stata tipo un'inondazione? Guarda che casa mia era assicurata. – No, no. – Cosa sono queste acque? – Senti, siamo tutti molto stanchi e tu hai ancora, tipo, il jetlag. Adesso ce ne andiamo a letto e domani ne parliamo ok? – Ok. Sei strano forte, cioè eri già prima strano forte, ma adesso di più, sei peggiorato in questi anni sai? Dovresti forse farti vedere da qualcuno. – Ha ragione – si è intromesso Ermete. – Chiudi quella fogna, tu – ho detto io. Cinzia Pontesi ha cacciato un urlo. – C'è una bestia in casa tua! – ha gridato puntando il dito verso Do...

Come fosse il 2022

Da quando è avvenuto il passaggio al digitale terrestre la mia tv trasmette solo effetto neve, il che è perfetto per il periodo natalizio, non vedo l'ora di vedere come cambierà la programmazione con l'arrivo della primavera, magari sbocceranno fiori sullo schermo? Comunque, anche ieri per tutto il giorno io, Ermete e Domenico abbiamo guardato la tempesta nevosa di pixel sullo schermo, mangiando arachidi e bevendo acqua gelata dal rubinetto, corretta con una punta di brillantante. Verso le nove di sera Ermete ha sbadigliato e ha mugugnato qualcosa. – Che hai detto? – gli ho chiesto, fissando il nevischio. – Mi sono rotto il cazzo di guardare la tv. Dobbiamo fare qualcosa, tipo liberare la tua amica Cinzia – ha detto. – Perché? – Perché questa storia della Cassa Ibernazione non lo so, non mi convince. Io so come si arriva al vecchio ripetitore tv, nella Zona Deumanizzata. – E se invece ci procurassimo un decoder per la tv? – Oggi è Santo Stefano, è tutto chiuso. – Aggià. Ok, all...

La mia indispensabilità

Armenia da ieri è in montagna e così io ieri non avevo niente da fare, ho guardato un po' la tv, in tv c'erano i trailer del film di Natale al cinema, nel trailer del film di Natale al cinema si vedeva una tizia della televisione, e avanti così, era tutto un travaso televisione-cinema e cinema-televisione, mi piacerebbe una volta nella vita vedere – chessò – un travaso televisione-tostapane, o lavatrice-cinema, con o senza decoder. Mi stavo annoiando e allora mi è venuta la geniale idea di ordinare una pizza da RapidoPizza e di farmela consegnare, ovviamente non avrebbero potuto consegnarmela essendosi il loro consegnatore di pizze a domicilio, cioè io, recentemente licenziato, insomma volevo metterli in difficoltà e magari costringerli a riconoscere il mio essere indispensabile, la mia insomma indispensabilità, e quindi mi avrebbero chiamato, implorandomi di tornare a lavorare da loro e magari proponendomi un aumento, era un piano fantastico. Infatti ho telefonato, naturalment...