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Quando è troppo è troppo troppo

È inutile. Io i film in 3D continuo a non capirne il senso. Maria Cecioni dice che la tecnologia tridimensionale serve a rendere le immagini più vere, più reali. Sì, ma allora anche le storie raccontate dovrebbero essere più reali. Non è che se io vedo un alieno blu in 3D penso “cazzo, ma è vero, è qui davanti a me”, no, penso semplicemente “toh, un alieno blu in 3D”. Lo stesso vale per i film d’animazione, a che mi serve che siano in 3D, praticamente sono dei cartoni animati tridimensionali, un cartone animato non sarà mai la realtà, neanche se ne avesse 4 o 5, di D. E allora? Allora, per coerenza, un film 3D dovrebbe rappresentare anche situazioni realistiche, situazioni in cui tutti si ritrovano quotidianamente, che ne so. Tipo essere in fila alla posta, in 3D. Tipo leccare lo zucchero sul fondo della tazzina di caffè dopo aver bevuto il caffè, in 3D. Tipo stare sul divano di casa a fare zapping in tv, in 3D. Tipo succhiarsi il dente per tirare via quel pezzetto di oliva che c’è rim...

Il frigorifero

L’altro giorno tornando a casa ho trovato chiuso dall’interno, ho suonato. – Chi è? – Ermete sono io, apri. – Parola d’ordine. – Che? – Parola d’ordine. – Ma che dici, apri! – Parola d’ordine! – Ma non la so! Cincillà! Ermete ha aperto la porta. – Come hai fatto a indovinare? – La fortuna del principiante. Si era chiuso dentro perché è terrorizzato che prima o poi i servizi segreti lo trovino e altre stronzate simili. La televisione era a tutto volume. C’erano mucchietti di terra sparsi sul pavimento e gusci di arachidi e pagine di giornale. – Cos’è questo porcile? – ho chiesto. – Stai a sentire. Quando facevi il turno di notte al Reparto Entropia era più bello, di giorno potevamo andare in giro, fare cose. – Quali cose. – Cose. – Quali cose, Ermete. – Cose, facevamo cose, delle cose, cose qualsiasi, e invece adesso guardati lì, hai fatto tipo carriera, adesso lavori di giorno e dormi la notte, ti senti arrivato, sì? La sera quando ti chiavi la tua bambola di plastica sei appagato, sì?...

Una cena di festeggiamento

Penelope 5 mi ha invitato a cena per festeggiare il fatto che hanno accolto la sua domanda per la Cassa Ibernazione. Siamo andati a mangiare al McDonald's della stazione. Io ho preso: un Big Mac e una Cola media. Cinzia Pontesi ha preso: un McChicken e una Cola media. La Cola media fa schifo, a me piace molto la Cedrata Clebbino ma da McDonald's non ce l'hanno la cedrata Clebbino, neanche la cedrata McDonald's se è per questo. Invece il Big Mac è molto buono, come dice il sito di McDonald's la ricetta del Big Mac seduce i clienti di ogni età e di ogni luogo, in Italia come a New York, a Pechino come a Giacarta. E infatti mangiandolo mi fa sentire un po' a New York, un po' a Pechino, un po' a Giacarta, è incredibile, anche un po' in Italia, ma quello non è difficile in effetti. Il Big Mac è molto buono, io lo mangio in tre bocconi, quattro al massimo. – Hai mangiato anche la confezione – mi ha detto Cinzia. – Come dici? – Hai mangiato anche la confezi...

Una nuova pizza

Volevo farlo da giorni e alla fine l'ho fatto. Ieri sera dopo l'ennesima consegna di pizze sono andato da Lacazza, era davanti al forno e stava schiaffeggiando in aria la pasta della pizza, facendola ruotare e planare. Sono rimasto lì a fissarlo finché lui, senza guardarmi, ha detto "Cazzo vuoi, Bandini". – Com'era il film? – gli ho chiesto allora. – Che film – ha mugugnato, continuando a tenere gli occhi ficcati nella pizza. – Quello dell'altra sera, al multisala. – Io non vado mai al cinema, pustola, casomai vado allo stadio. – Eddài Lacazza, basta con le stronzate, non capisco perché devi far finta di niente, sei ridicolo, e guarda come la stai martoriando, quella pizza. – Punto primo Bandini: di quali stronzate stai parlando, stronzo? Punto secondo: chi è che è ridicolo? Punto terzo: è una pizza San Sebastiano, il martirio è la sua essenza. – Non abbiamo mai avuto una pizza San Sebastiano. – Da oggi ce l'abbiamo! L'ho appena creata! Di' a Gina ...

La Fine della Rivincita

Il capo ha chiamato in riunione tutto il Reparto Creazione. – Ho una notizia cattiva. Quale volete sentire prima? – ha detto. Era una domanda difficile, probabilmente a trabocchetto. Nessuno ha osato rispondere. – Si tratta del Giorno della Rivincita – ha detto il capo. – Che è domani, se non sbaglio – ha detto con arguzia Creativo n.2. – Non sarà né domani, né mai più. La Direzione ha deciso così. – Che cosa? E io adesso con chi me la prendo? Devo riprendere a picchiare i miei figli? – è esploso Creativo n.4. – Tu hai figli? Da quando? – è sbottato il capo. – Come? No, no! Ahaha. Figli. Ah. Ho detto "figli"? Volevo dire "tigli". Dovrò riprendere a picchiare i miei tigli, in giardino. Il capo ha fissato per dieci secondi Creativo n.4, nel silenzio più assoluto. – Ma quindi non possiamo più vendicarci sul Reparto Entropia? È ingiusto! Scommetto che c'è lo zampino dei sindacati – ha mugugnato Creativo n.2. – Niente più Reparto Entropia – ha detto il capo, chiudend...

Effetto multisala

L'altra sera sono andato al cinema con Armenia a vedere un film di cui non ricordo il titolo, con quell'attore di cui non ricordo il nome, un'esperienza indimenticabile come sempre. Il cinema era un multisala, noi eravamo nella sala 5, questo me lo ricordo. Ogni tanto nel nostro film c'erano delle scene di silenzio e allora durante queste scene di silenzio si sentivano pezzi sonori del film della sala contigua, la 4, si sentivano esplosioni, urla, e anche un po' di colonna sonora trionfale. Il che a me faceva venire voglia di alzarmi, uscire dalla sala 5 e andare a vedere che cosa stesse accadendo nel film della sala 4. Io non capisco come mai i multisala non sfruttino fino in fondo la loro natura multisalica, per esempio agli spettatori all'ingresso dovrebbero essere dati dei telecomandi, in modo tale che se il film che danno nella sala 5 è noioso, io possa fare un po' di zapping e vedere che cosa c'è di bello nella sala 1, oppure nella sala 2, oppure n...

Rumore di fondo

Stamattina hanno suonato al campanello. Ermete Dossi si è chiuso nell'armadio. Domenico stava facendo un po' di esercizio dentro la centrifuga per insalata, correva come un criceto qualunque, per tenersi in forma. Betsabea era ancora a letto. Casa mia comincia ad essere un po' troppo popolata. Sono andato ad aprire, era il vicino, quello che credevo fosse morto. – Mi scusi se la disturbo, Bandini. – Ah è lei, pensavo che fosse morto. Il vicino ha fatto un passo indietro e mi ha squadrato, credo che volesse esprimere una qualche forma di indignazione, ma a me è sembrato solo un goffo passo di breakdance. – Senta – ha ripreso a dire – sono giorni che dal mio appartamento sento la sua tv. Ma lei non la spegne mai? Non può almeno abbassare il volume? – Veramente credevo che fosse lei, ad avere la televisione accesa. Ecco perché credevo che fosse morto. Per almeno tre giorni la tv accesa, ininterrottamente, lei capisce, la immaginavo morta con il telecomando in mano, riverso sul...