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Meno chiacchiera e più tecnica

Ieri ho chiamato l'idraulico, è arrivato con la sua invidiabile cassetta degli attrezzi al tramonto. Appena è entrato in casa mia ha appoggiato la cassetta sul pavimento e si è sfregato forte le palme delle mani. - Che problema ci sta? Perdite? - ha chiesto, concreto. Io ho puntato l'indice verso il mio naso. - Sì. Qua. L'idraulico ha strizzato gli occhi due volte veloce. - Che problema ci sta? - ha ribadito. - Mi goccia il naso. E mi fa male la gola. – E a me che ca- - Il mio medico non c'è. La guardia medica non risponde. Allora ho pensato che poteva darmi una mano lei. In fondo è tipo un problema di idraulica, no? L'idraulico ha tirato su col naso. Poi si è piegato sulla cassetta degli attrezzi, ha rovistato un po'. Ha tirato fuori un tubetto di silicone. - Da che parte perde? Ho indicato la narice sinistra. Mi ha afferrato per la mascella e mi ha piegato la testa all'indietro e mi ha versato due gocce di silicone nella narice sinistra. - Stringi qua per ...

Il privilegio del freddo

L'Ufficio Comunicazione Interna della Clebbino ha diramato una circolare interna che vieta di riferirsi alla congintura economica attuale ricorrendo alla parola Crisi. L'obbligo è quello di utilizzare la parola Opportunità. Così, in una situazione di perdurante Opportunità, la Clebbino (così spiega un'altra circolare dell'UCI) ha deciso di non ricorrere alla Cassa Integrazione, ma di offrire ai suoi dipendenti una nuova straordinaria Opportunità: la Cassa Ibernazione. I dipendenti vengono caldamente invitati ad aderire al programma. Si tratta di farsi ibernare in una teca di vetro collocata in un deposito ubicato proprio sotto il Data Center della Clebbino, che si trova in una località top secret. L'ibernazione durerà finché non si concluderà questo straordinario periodo di Opportunità. Fino a che non ci sarà la Ripresa, insomma. Durante il periodo di ibernazione gli aderenti al programma ("ibernati"), risultando clinicamente morti, non percepiranno stipen...

Indossato

Certe volte mi viene in mente che sono i vestiti che indossano me e non il contrario, e allora mi sento a disagio, mi sembra che sono le scarpe a decidere dove vado e le maniche della camicia a muovermi le braccia. La sera sono i pantaloni a sfilarsi da me, con un fruscio liberatorio, e a infilarsi in lavatrice per una doccia ristoratrice, e quando non ho addosso più niente mi sento spiegazzato e liso e fuori moda. Allo stesso tempo mentre mi faccio portare in giro dalle scarpe guardo cosa indossano per strada gli altri vestiti, esseri umani a volte molto di cattivo gusto secondo me, con un taglio pessimo e accostamenti di colori molto discutibili, e allora quando mi accorgo che la mia vecchia giacca si specchia sulle vetrine con un certo compiacimento allora pure io mi compiaccio, è tutta una catena di compiacimenti. Certe volte poi sono convinto che i vestiti degli altri mi guardano con bramosia, vorrebbero indossare me, anche se sono usato, si vede proprio che il vintage è di moda. ...

Ancora un pochino

Sono andato dal mio dentista per rifarmi un'otturazione che era saltata mentre stavo mangiando una barretta energetica Clebbino©. Sanpietròli, il mio dentista, aveva la faccia stanca, come uno che non dorme da giorni. – Se li ricorda, i dentifrici col dispenser? – mi fa, mentre armeggia nella mia bocca. – I gne gnescio? – faccio io. – Una roba troppo anni ottanta, quei flaconi di plastica con quella specie di pistone che sparava fuori il dentifricio, non c'era niente da spremere, solo da premere un grilletto. – Gni, enghé. – Li odiavo, e infatti sono contento se sono spariti dalla circolazione, almeno credo che non ci siano più in circolazione, non mi è arrivato più nessun campione o dépliant di quei cazzo di dispenser. E sa perché li odiavo? – Gno, unghé. – Perché a me piace spremerlo, il tubetto del dentifricio. Con le mie mani. – Ahio! – Scusi, mi sono fatto prendere dal discorso. Dicevo, il piacere fisico di spremere il tubetto, ecco che cosa non avevano calcolato gli strat...

Nel giardino del re

Sono andato dal mio capo a chiedere un aumento. - Ah, Bandini, siete voi. - Vorrei un aumento, capo. - Certamente, Bandini. Un aumento di che cosa? Siate più preciso. Un aumento di, lavoro? - Lavoro? No, che lavoro. Un aumento di stipendio. - Un aumento di stipendio, certamente. Un aumento di stipendio positivo o negativo? - Un aum... come, positivo o negativo. - Volete un aumento di stipendio positivo, o negativo? - Capo. Non so come dire, voglio più soldi. - Voglio, voglio, l'erba voglio non cresce neanche nel giardino del re. Come si dice, Bandini? Si dice voglio? - Per piacere. - Ecco, andiamo già meglio. - Per piacere, posso avere più soldi? - Per piacere di chi? - Mio, direi. Per piacere mio. - Ma figuratevi, caro Bandini! Il piacere è tutto mio! - Grazie. Ma, quindi? - Quindi che? - Me li date, più soldi in busta paga? - Ma certamente. Li volete nella vostra? - Nella mia che? - Busta paga. I soldi in più, li volete nella vosta busta paga o in quella di un altro. Tipo per ese...

Il cazzo del presidente del consiglio

Certe volte quando non ho niente da fare e in televisione non c’è nessun film o fiction o programma d’intrattenimento o di approfondimento interessante, penso al cazzo del presidente del consiglio. Penso al cazzo del presidente del consiglio che pone la fiducia in parlamento. Al cazzo del presidente del consiglio che presiede agli eventi istituzionali. Al cazzo del presidente del consiglio durante il G8, a pochi metri dai cazzi degli altri capi di governo delle nazioni leader del pianeta. Al cazzo del presidente del consiglio che vola nell’aereo presidenziale. Al cazzo del presidente del consiglio mentre orina nel cesso di palazzo Grazioli. Al cazzo del presidente del consiglio dentro le fiche e i culi delle puttane, dentro le bocche delle amanti. Al cazzo del presidente del consiglio schiacciato nelle mutande nel sedile posteriore dell’auto blu, i testicoli contratti per il freddo dell’aria condizionata. Penso al cazzo del presidente del consiglio mentre si aggira sorridente tra le ma...