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Le solite chiacchiere dal barbiere

 Oggi sono andato dal barbiere. Come tutti sanno, dal barbiere è importante saper parlare del più e del meno, soprattutto di sport. Io in particolare ci tenevo a non ritrovarmi con un taglio di capelli gay – intendiamoci, non ho niente contro i gay, anche se non ho nessun amico gay, ma non certo per colpa mia – neanche per colpa dei gay ovviamente, ci mancherebbe altro – ed è per questo che quando è toccato a me sedermi sulla poltrona del mio barbiere di quartiere, ho subito fatto la domanda più eterosessuale che mi venisse in mente, e cioè:
– E allora, questo Inter?
Il mio barbiere ha sollevato il tagliacapelli dalla mia nuca e mi ha guardato attraverso lo specchio.
– Siamo fottuti.
Il mio primo pensiero è stato che avevo sbagliato squadra, ma non si trattava di quello.
– Lei mi parla di calcio, e intanto, secondo sempre più scienziati, ci sono oltre il 50% di possibilità che l’Amoc collassi. Lei sa cos’è l’Amoc, vero?
Il barbiere mi stava puntando il tagliacapelli alla giugulare, ho pensato che fosse meglio annuire.
– No che non lo sa. Lo leggo dai suoi occhi. E io so riconoscere il terrore negli occhi dei miei clienti. L’Amoc, Atlantic meridional overturnig circulation, cioè capovolgimento meridionale della circolazione atlantica, è un fenomeno che interessa le correnti atlantiche e fa sì che il calore si distribuisca dai Tropici all’Atlantico settentrionale. Se questo meccanismo si interrompe – e a causa di come stiamo incasinando il clima e dell’aumento di salinità dell’acqua, il rischio che si interrompa è sempre più alto – se l’Amoc si interrompe, allora nel Nord Europa ci ritroveremo con periodi di freddo estremo, conseguenti danni all’agricoltura, innalzamenti dei livelli del mare sulla costa orientale degli Stati Uniti, un aumento di circa sei gradi della temperatura antartica, con conseguente rilascio di enormi quantità di anidride carbonica e drastico aggravio della crisi climatica. Inoltre i cicli dell’acqua nella foresta amazzonica verrebbero stravolti, scatenando una reazione a catena che porterebbe al collasso della foresta pluviale.
– Non troppo corti dietro, per cortesia – ho provato a dire. Il barbiere ha starnutito sulla mia nuca, facendomi un aerosol di saliva sui capelli, che poi ha spazzolato per bene, spalmando la sua saliva come un gel.
Io non ce lo facevo così scienziato, il mio barbiere. Certo se fa questi discorsi mi sa che tra qualche mese gli tocca chiudere bottega. Alla fine mi ha fatto un taglio con un ciuffo troppo gay, che devo dire non mi dispiace affatto.

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