Ero sull'autobus e ho mandato un whatsapp a Cinzia Pontesi: «Ehi ciao, che fai?»
Lei dopo un po’ mi ha risposto.
«Sto andando in centro»
Io ho scritto: «Ti va se ci vediamo?»
Lei dopo un po’ mi ha risposto.
«Non saprei. Quando?»
Io ho scritto: «Adesso. Alza la testa» e le ho sorriso. Lei ha fatto una faccia strana, ha alzato la testa e mi ha visto, seduto davanti a lei, che le sorridevo. È impallidita.
«Cazzo, mi metti i brividi Bandini» ha detto.
Io ho scritto: «Che coincidenza eh? Giuro che non ti stavo seguendo!»
Lei ha letto il messaggio e ha detto: «Puoi anche smetterla di scrivere, visto che sei qui davanti a me».
«Ah, già» ho scritto.
«Ah, già» poi ho detto., e ho cancellato l'ultimo messaggio.
Siamo scesi alla stessa fermata.
Mi ha detto che adesso aveva un impegno da sbrigare, ma che magari un'altra volta potevamo bere qualcosa.
«Magari. Non vedo l'ora. Non berrò fino a quel giorno» ho scherzato. Lei ha fatto una risata forzata.
«E comunque» ho aggiunto «male che va, ci vediamo il 23 luglio».
Lei ha alzato le sopracciglia.
«Il 23 luglio. Santa Brigida, ricordi. Manca poco».
Lei ha detto: aggià.
Stava per andarsene ma l’ho trattenuta.
«C'è una cosa che vorrei chiederti Cinzia. Una cosa che in tutti questi anni non ti ho mai chiesto».
Ho fatto un pausa: diciamo una semibreve.
«Tu, provi qualcosa per me?»
Un camion betoniera ci è sfrecciato accanto, lanciandoci addosso una zaffata di diesel, una cosa così anni novanta, se ci si pensa.
«Sì» ha detto Cinzia Pontesi.
Qualcosa nel mio cuore si è sciolto. Forse per via di quel sì, forse per via del diesel.
Cinzia Pontesi ha annuito. «Pena. Provo tanta pena», ha detto, e si è girata, e se n’è andata.
Io, fluttuavo a mezz’aria. C’era qualcuno che provava qualcosa per me, ed erano mesi, forse anni, che non succedeva. Ho dato un cinque, non ricambiato, a un fissa dimora che era fermo all’incrocio, un tizio che abita nel mio stesso condominio. Ho pensato che avrei potuto mandargli un messaggio e chiedergli se aveva voglia di vedermi, di prendere un caffè insieme, ma: prima cosa, avevo promesso a Cinzia Pontesi che non avrei bevuto niente fino al nostro prossimo incontro; seconda cosa, non avevo il numero di telefono del fissa dimora. Ho alzato le spalle, ho tirato dritto.
B L O G G H I N O
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