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Questo cerchiobottismo, questo benaltrismo

 Sono andato da Mediaworld a guardare un po’ di tv, su una c’era un film poliziesco americano, c’erano di mezzo l’Fbi e la Cia, per esempio non capisco come mai, nel doppiaggio italiano, l’Fbi è detto Ef-Bi-Ai ma la Cia non è detta Si-Ai-Ei. O viceversa. Cioè o fai tutto all’italiana o tutto all’americana, questo cerchiobottismo da dove viene? Voi mi direte: eh, ma i problemi sono altri, oggigiorno! E questo benaltrismo, da dove viene? E voi, da dove venite? Eh? Cioè, ma chi siete? Chi siete! Urlavo “Chi siete” da Mediaworld, finché non si è avvicinato l’addetto alla sicurezza, quello che studia filosofia alle scuole serali. «Problemi?» «Chi non ne ha» ho detto io. «Averne, si può. Crearne, no». «D’altra parte, nulla si crea e nulla si distrugge» ho azzardato. L’addetto ha stretto gli occhi, come per mettermi a fuoco. «Non lo so se nulla si crea, ma sicuramente nulla si distrugge. Soprattutto qua dentro.» Ho alzato le mani in segno di resa e mi sono allontanato. Mediaworld signific...

Senza fare niente

 Dopo quasi quattro mesi sono venute le forze dell’ordine a sgomberarci. Senza fare niente siamo passati da sequestrati a occupanti fuorilegge. I dipendenti sono stati messi in cassa integrazione. Noi Co.Pro.fagi non sappiamo che cosa ne sarà di noi. Ma del resto chi è che lo sa? Tornato a casa ho festeggiato con una bucolica notte di sesso con Dolly, la mia pecora gonfiabile con vello in pura lana vergine e fregna in puro vinile. Oh Dolly, quanto mi sei mancata. Adesso però fammi un favore, vai a brucare in cucina e levati dal cazzo, ho bisogno di riflettere. La solitudine è bella, quando non ce l’hai. Un sacco di roba è bella, finché non è a portata di mano. Bisognerebbe non avere un cazzo mai, tutto sarebbe solo gioia sconfinata, anelito immortale.

Noi non ci fidiamo

Anche se Fase 1 è finita e l’azienda ha dichiarato concluso lo smarthousing e ha riaperto le porte e ha detto che possiamo lasciare i nostri uffici e tornare a casa e riprendere la vita di tutti i giorni, noi non ci fidiamo e siamo rimasti nei nostri reparti e uffici h24. Se dovessi spiegare di che cosa o perché non ci fidiamo, non sarei in grado: non ci fidiamo e basta. È quello che ci ripetiamo tra di noi, ossessivamente, guardando attraverso i vetri fumè dei nostri uffici lo skyline della zona industriale che ha l’andamento di un encefalogramma impazzito o il cielo climaticamente modificato o le strade senza marciapiedi e piene di buche per il passaggio costante dei tir. Fuori sembra tutto come prima del via libera, salvo che è ripreso il traffico che prima non c’era più e che ci fa ripetere: non mi fido, non ci casco. Oggi che è domenica mi ha telefonato mio padre, chiedendomi cosa diavolo stavo combinando, perché non tornavo a casa, perché non uscivo dall’ufficio. Gli ho detto che...

L’improvviso scioglimento

Al Reparto Marketing fanno corsi di yoga, ha detto stamattina il capo, non si sa rivolto a chi. Forse parlava con me, forse con l’idrante attaccato al muro, ultima data di revisione 22/01/2019. Passo le ore a guardare i pannelli traforati del soffitto nel mio ufficio, ripetendo come un mantra la parola débâcle , che trovo di una musicalità struggente. Dé-bâ-cle , dé-bâ-cle , una pomposità da marcia funebre con accenti di gioia perversa, dé-bâ-cle , dé-bâ-cle . C’è gente che accende e spegne l’aria condizionata, per sentirsi viva, o forse per riflesso condizionato (ha-ha). – Tra poco è Pasqua – ha detto a pranzo Numero 3, si è rapato a zero l’altro ieri. Gli ho chiesto come ha fatto. “Strappandomeli uno a uno” ha detto, e ha sorriso. Io ho sentito freddo. – Il mio giorno preferito però non è il giorno di Pasqua. Sai qual è? – ha chiesto. – Stamattina sono andato nel deep web e ho trovato una definizione bellissima della parola débâcle che sta nel NUOVO DIZIONARIO ITALIANO-FRANCESE S...

Valide alternative all’acido ialuronico

Ierisera Creativa n.1 mi ha chiesto se la baciavo. Avevo appena spento le luci del mio ufficio e stavo sistemando il tappetino sotto al tavolo per la notte, quando lei ha bussato e, prima che le dicessi avanti, è entrata. Allora le ho chiesto se le serviva qualcosa e lei mi ha detto se per favore la baciavo. – Non mi fraintendere, non è perché mi piaci, anzi a me piacciono le donne, ahahah ecco fatto coming out, ma questa è un’altra storia, no è perché l’altro giorno sul sito di Focus ho letto che baciarsi aiuta ad avere una pelle più bella per via dello scambio di microbi, e siccome ho finito la mia crema viso Loréal Revitalift Filler allora mi sono ricordata di questa cosa e mi sono detta perché no? – Perché no? – ho ripetuto io, che non sapevo bene cosa dire. – Che poi l’avrei chiesto a n.3 ma poi magari si fa idee strane, mentre tu mi sembra di capire che sei gay e in questo modo eviteremmo qualsiasi spiacevole implicazione sessuale. – Cosa? No veramente io non sono gay. Non h...

Zona Deumanizzata

Invece di optare per lo smart working, la Clebbino ha deciso bene di optare per lo smart housing. Così, senza preavviso tre settimane fa l’azienda ha fatto serrare gli ingressi principali e secondari e le vie d’uscita d’emergenza: chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori. Ovviamente, a parte i membri del consiglio d’amministrazione, eravamo tutti dentro. La sera dopo l’orario di lavoro possiamo fare telefonate o videochiamate ai nostri cari, unico contatto con l’esterno. La mensa è stata chiusa per ragioni di sicurezza, il cibo in razioni preconfezionate ci arriva con un elicottero che atterra sul tetto del palazzo, nessuno può entrare nell’edificio, neanche gli addetti dell’impresa di pulizie. Indossiamo tutti gli stessi abiti da tre settimane, ogni tanto qualcuno si lava un indumento ai lavandini dei cessi. Dormiamo nei nostri uffici, stendendo tappetini da yoga sotto i nostri tavoli. I distributori di snack e bevande sono ormai vuoti. Abbiamo mangiato persino i crostini aromatizz...

Ops

Mio padre mi ha chiamato per una commissione, dovevo portare una scatola di vecchie foto a sua sorella, zia Marcella. Zia Marcella vive in campagna, ai margini della provincia, sono stato a casa sua solo un paio di volte, quando ero piccolo. Zia Marcella con l’età è diventata sentimentale, ha detto mio padre, consegnandomi la scatola con le foto. Aveva voglia di ripercorrere il passato. Perché non gli mandi il pacchetto con un corriere, ho chiesto io. Lo sto facendo, ha risposto acido mio padre, e dopo avermi messo in mano la scatola di foto, mi ha chiuso la porta in faccia. Mio padre con l’età è diventato scorbutico. Ho chiesto a Ermete di accompagnarmi, ci metteremo mezz’ora ad andare e venti minuti a tornare, gli ho detto. Come mai a tornare ci mettiamo dieci minuti in meno?, mi ha chiesto. Perché a quel punto saprò la strada, la saprò come le mie tasche, ho risposto. Cioè, piena di buche? ha detto lui. Perché di fatto non mi ricordavo dove abitasse esattamente. Ma oggi come oggi...