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Ops

Mio padre mi ha chiamato per una commissione, dovevo portare una scatola di vecchie foto a sua sorella, zia Marcella. Zia Marcella vive in campagna, ai margini della provincia, sono stato a casa sua solo un paio di volte, quando ero piccolo. Zia Marcella con l’età è diventata sentimentale, ha detto mio padre, consegnandomi la scatola con le foto. Aveva voglia di ripercorrere il passato. Perché non gli mandi il pacchetto con un corriere, ho chiesto io. Lo sto facendo, ha risposto acido mio padre, e dopo avermi messo in mano la scatola di foto, mi ha chiuso la porta in faccia. Mio padre con l’età è diventato scorbutico. Ho chiesto a Ermete di accompagnarmi, ci metteremo mezz’ora ad andare e venti minuti a tornare, gli ho detto. Come mai a tornare ci mettiamo dieci minuti in meno?, mi ha chiesto. Perché a quel punto saprò la strada, la saprò come le mie tasche, ho risposto. Cioè, piena di buche? ha detto lui. Perché di fatto non mi ricordavo dove abitasse esattamente. Ma oggi come oggi...

Tutto okay

«Tutto ok?» mi ha chiesto stamattina Creativa n.1. Questa domanda mi paralizza sempre. Come può mai essere TUTTO ok? Che cosa potrei mai rispondere? «Mah, tutto-tutto proprio no, io sarei anche ok, ma poi ci sarebbe la situazione dei curdi, e i detenuti nelle prigioni libiche pure loro mi sa che non stanno ok, e poi c’è la situazione a Taiwan che è decisamente non ok, e anche con l’emergenza climatica le cose stanno andando piuttosto a puttane, quindi no, proprio tutto ok no, ma qualcosina sì dài”, potrei mai rispondere così? Ogni volta? Forse dovrei, ma poi so già come la gente comincerebbe a guardarmi, le persone comincerebbero piano piano a retrocedere, la mia bolla d’aria comincerebbe a crescere, crescere, crescere. Quindi non resta che rispondere con un altro paradosso: «Non c’è male», che è come dire che non esiste male al mondo, il male è stato debellato, quindi sì, in definitiva è TUTTO ok. Domanda e risposta che si annullano a vicenda, in una deflagrazione silenziosa, dopodich...

Aperta parentesi

Stavo cercando su google immagini del popolo del web, di cui ho sentito molto parlare, giusto per vedere se conosco qualcuno, ma non esce niente di specifico, al massimo ho trovato immagini di gente in piazza, popolo normale insomma, analogico (be’ popolo normale, aspetta un attimo; popolo, poi, anche su questo ci sarebbe da aprire una parentesi, se non fosse che l’ho già aperta. No, perché anche a cercare foto del popolo e basta, su google, non è che vada molto meglio: esce foto di gente. Gente... anche su questo... chi è sta gente? Se cerco gente su google escono copertine di una rivista. Ma di cosa stiamo parlando? Vabè chiudiamo questa parentesi se no mi sento come se non ho chiuso il gas prima di partire per andare in vacanza. Anzi, no. Sai cosa. Non la chiudo. La lascio aperta. Chi sono io per chiudere una parentesi? Che arroganza. Tutta colpa delle buone maniere... non si parla mentre si mangia, non si mangia mentre si starnuta, non si tossisce in faccia al tuo partner mentre lo...

Mio padre vuole essere buono

Sono andato da mio padre che voleva parlarmi. Gesticolava tutto agitato, era come se avesse la febbre, mentre camminava avanti e indietro nel tinello. Io stavo seduto e con un occhio guardavo lui, con l’altro le notifiche sullo smartphone. «Ho finalmente capito perché Babbo Natale quest’anno non è venuto. Così come l’anno scorso e tutti gli anni prima. Mi ero ormai convinto che non esistesse – che è quello che pensate tutti, non fare finta di no. È comodo pensare così, no? È sempre più facile dare la colpa agli altri, eh? E invece no. Qual è l’unica condizione che Babbo Natale pone, per portarti un regalo la notte di Natale?» Numero 2 mi aveva condiviso un video di un elefante che si incula un ippopotamo, 400 milioni di visualizzazioni. Ho messo mi piace. «Che ci sia un caminetto in casa e che l’allarme sia disattivato?» ho detto. «Che tu sia buono! Ecco l’unica condizione. Che siamo buoni! Ma non solo la vigilia di Natale – bello sforzo! No, tutto l’anno! Essere buoni tutto l’ann...

Un silenzio improvviso

Tutti a dire: il Medio Oriente, il Medio Oriente, regione bella ma ricca di contrasti e di problemi, ma che posti stupendi, che meraviglia, tanto che l’altro giorno – eravamo in pausa pranzo davanti al distributore automatico di bevande calde – ho sbottato dicendo: sì, ok, ma il Medio Occidente allora? Ne vogliamo parlare? Che posti? Che contrasti? Tutti si sono guardati con occhi sbarrati ed è sceso un silenzio improvviso, come un gas nocivo, un gas nervino, o che ne so, biossido di carbonio.

In via del tutto eccezionale

– Oggi parliamo delle mie emorroidi – ha esordito il capo, aprendo la riunione odierna nella Sala Incubatrice. E dopo aver avuto la nostra sbigottita attenzione, ha aggiunto: – Bene, possiamo partire con le immagini – e ha pigiato il tasto del telecomando. Sullo schermo è apparsa la scritta buon natale! con sotto il logo della Clebbino, versione gore, quello cioè con la C gocciolante. Il capo si è messo a ridere, urlando scherzetto! scherzetto! – Dolcetto o scherzetto? – ha osato dire Numero 2. – Siamo a Natale, non a Halloween, testadicazzo – ha urlato il capo. La riunione alla fine era per dirci che in via del tutto eccezionale e per venire incontro alle esigenze – anche di svago – dei suoi dipendenti & collaboratori, la Clebbino avrebbe tenuto aperti i suoi uffici di tutte le filiali del mondo anche il giorno di Natale, che è domani, casomai non ve ne foste accorti. – Aperti tanto per fare, o aperti per lavorare? – ho chiesto io, tanto per intervenire. – Che domande,  ...

Da quanto è

Da quanto è che non guardi una cosa vera, mi ha chiesto Creativa n.1. Che vuoi dire, le ho chiesto io alzando gli occhi dallo schermo. Mi sono svegliato di colpo, chissà che ora era, stavo dormendo nella mia tenda in terrazzo, c’era un rumore di grandine. Ma non era grandine, erano le notifiche del mio telefono.