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Il potere occulto del pop-up

E niente, qualche giorno fa volevo leggere un po’ di notizie e allora sono andato su un sito di news, e appena si è caricata la homepage è comparso anche un pop-up con la pubblicità dell’Audi A3, in cui si vedevano due Audi A3 di profilo, affiancate, e una scritta: vivi la sfida! Allora ho deciso di vivere la sfida, non potevo proprio resistere. E così ho cliccato sul pop-up e si è aperto il sito delle Audi dove si parlava di quanto le Audi fossero fiche e c’erano dei video che dimostravano la fichezza delle Audi. Io me lo sono letto un po’, c’erano articoli interessanti, per esempio un’intervista a un pilota cieco (“non vedente”, dice il sito) entrato 7 volte nel Guiness dei Primati (a proposito: lo sapete qual è la birra preferita dai gorilla? La Guinness dei primati!), un tizio che comunque io non vorrei mai come autista. E niente, poi in un’altra sezione del sito c’era scritto l’attitudine all’innovazione che da sempre anima la casa dei quattro anelli, e io ho capito subito che la ...

Segmentare il mercato

Stamattina ero chiuso nel bagno aziendale che seduto sul cesso scrivevo livorosi commenti ad articoli online rigorosamente senza leggerli, per non intaccare la genuinità e la gratuità del mio livore, quando ho sentito un paio di persone entrare nell’antibagno. Da come parlavano ho capito subito che erano tutti e due del reparto marketing. Li riconosci subito perché hanno un tono di voce isterico e acuto, come se avessero inalato del gas esilarante. – Ci hai mai fatto caso – diceva uno – che tutta la terminologia che usiamo è presa dalla guerra: strategia, tattica, target, pianificazione... mi piaceva di più quando il nostro obiettivo era il mass market, sparavamo nel mucchio sperando di beccare più gente possibile, mamme, single, vecchi, bambini, stranieri, professionisti, morti di fame, cani e porci, andava bene tutto, facevamo prodotti come bombe atomiche e li sganciavamo senza pietà per nessuno, una continua escalation, bei tempi... adesso è tutto cambiato, adesso è solo guerriglia...

Soddisfazione di Ermete

Ero tornato a casa dopo una giornata di duro lavoro passata a sniffare cartucce esauste di toner nello sgabuzzino del reparto marketing e mi ero appena raggomitolato ai piedi del mio monticello di terra ammassato in un angolo di casa (sono un proprietario terriero, ho realizzato con soddisfazione), quando hanno suonato alla porta. Ho risposto al citofono ed era Fonzi Banana, l’ortolano del quartiere. Ho socchiuso la porta di casa, senza aprirla del tutto, come si fa con i tizi che vengono a venderti l’invendibile. – Fonzi? Era proprio lui, nel suo giubbotto di pelle, anche nel caldo afoso di giugno. – Eeeeeeeehi, Bandini. Lo chiamano Fonzi perché porta sempre quello stupido giubbotto di pelle. E Banana perché, be’, vende la frutta. – Fai consegne a domicilio adesso? Io comunque non ho – – No, Bandini. Sono qua in veste di padrino di Ermete Dossi. Padrino di Ermete? Padrino della cresima? Della comunione? Di battesimo, forse? Non sapevo che Ermete avesse ricevuto i sacramenti, e...

Ode all'algoritmo

Algoritmo che decidi cosa mi piace e cosa no quali notizie mi interessano e quali no cosa dovrei comprare e cosa dovrei sapere e cosa dovrei comprare per sapere e cosa dovrei sapere per comprare Algoritmo dimmi dove andare in vacanza e che lavoro fare e in che città vivere e che film guardare e con chi scopare e di che malattia morire Oh algoritmo sono così impegnato a leggere le notifiche e a catturare pokemon che non saprei come fare senza di te Algoritmo tu mi leggi nel pensiero anzi tu mi dici cosa pensare anzi dimmelo tu che cosa fai anzi fallo e basta Algoritmo era ora che qualcuno si prendesse le mie responsabilità.

Crepi

Perché augurare a qualcuno “in bocca al lupo” è un po’ augurargli un cancro, hai le stesse possibilità di sopravvivenza. Insomma non è una cosa carina da fare a qualcuno che ha una sfida da affrontare, no? “Domani ho l’esame di maturità”, “Davvero? Be’, ti venisse un cancro!” “Crepi il cancro!”.

La peste del secolo

Mentre spazzolavo Dolly, la mia pecora gonfiabile scopabile, mi ha telefonato Ermete Dossi. Io vorrei sapere perché la gente mi telefona, la telefono mai io? No! Che cosa ho fatto di male nella vita? Mi telefonano tutti. Tutti vogliono farmi risparmiare sulla bolletta del gas, sulla bolletta della luce, sulla bolletta dell’acqua, sulla bolletta del telefono (ma io non telefono mai, più risparmiare di così, cosa dovrei fare?), vogliono sapere tutto su di me, per chi voterò, per chi voterei, per chi votai, per chi votassi, e poi ci sono quelli che mi chiamano per chiedermi come mai non li chiamo mai (mio padre). Per liberarmi di questi ultimi (mio padre) forse dovrei chiamarli io, per prevenire il fatto che poi mi chiameranno per chiedermi come mai non li chiamo mai; ma tutto questo chiamare, chiamare, chiamare, ma a che serve? Meno chiamare, più chiavare. – Sono Ermete. – Carissimo! È un po’ che non ci si. – Cinzia mi ha lasciato. – No! Dove? – Come, dove. Dove cosa? – Come dove o dove ...