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Vietato fumare

Ieri nella Sala Incubatrice il capo ha lanciato sul tavolo dei pacchetti di sigarette di varie marche, chiedendo: – Chi di voi fuma? Nessuno ha parlato. – Bene – ha detto lui – perché il fumo uccide, giusto? Nessuno ha detto niente. – Il Ministero della Salute – ha cominciato a dire, riempendosi i polmoni di aria – ci ha contattati per un incarico della massima importanza. Sapete tutti quei messaggi che i produttori di tabacco sono obbligati per legge ad appiccicare in bella vista sui loro pacchetti: Il fumo uccide, Nuoce gravemente alla salute, Il fumo provoca il cancro, Il fumo invecchia la pelle, Il fumo danneggia gravemente te e chi ti sta intorno, gne, gne, gne. Qualcuno, forse Creativa n.1, ha sorriso. – Avete già capito dove voglio arrivare. Non funzionano. Non servono. La gente li ignora. La gente se ne frega. Sapete come sono i fumatori: piccoli tossici imbecilli, miserabili teste di cazzo convinte che reggere tra due dita cilindretti di tabacco pressato da appicciare da un’es...

Tutti mi chiedevano il nome del cane

Sono andato da Mediaworld perché volevo qualcosa di wireless, neanche io sapevo cosa – ma tanto avrei chiesto ai commessi, loro mi avrebbero sicuramente trovato qualcosa. – Avete qualcosa di wireless? – ho chiesto al commesso del reparto piccoli elettrodomestici. – Che ne dice di un minipimer? – mi ha risposto lui. Non mi sembrava abbastanza fico un minipimer wireless e allora sono andato al reparto televisori. – Avete qualcosa di wireless? – Wireless? – Significa senza fili. – Lo so che cosa significa wireless – ha detto il commesso, risentito, – che cosa cerca esattamente? – Qualcosa. Non lo so, qualche nuovo arrivo. – Qui ho un telecomando universale. – Universale? – Significa che – – Lo so che cosa significa “universale” – ho detto io, e me ne sono andato. Che me ne facevo di un telecomando che comanda l’Universo? Che razza di responsabilità avrei avuto? Magari premevo un tasto per mettere meglio a fuoco la luna e per sbaglio provocavo una tempesta elettromagnetica nella...

Pellicola alimentare e manufatti memoriali

Mio padre è passato a trovarmi mentre cercavo di sigillare con la pellicola un piatto con degli avanzi di cibo. Io non lo so chi abbia inventato quella roba, la pellicola per alimenti intendo – sembra fatta apposta per uccidere un uomo, fisicamente e psicologicamente. Prima di tutto non si sa perché ogni volta che tiri fuori la confezione, la pellicola è sempre regolarmente arrotolata al cilindro, e ci vogliono secoli per trovarne il capo e soprattutto per distaccarla dalla pellicola sottostante. Poi finalmente quando ci riesci, cerchi di srotolarne una quantità bastevole alla bisogna, e quella improvvisamente diventa refrettaria alla pelle umana: si deforma sotto le tue dita, si attorciglia tutta di lato, si lacera, esce tutta sghemba; e quando finalmente decidi che ne hai srotolata abbastanza, cerchi di reciderla utilizzando il bordino seghettato, ma la pellicola diventa a un tratto resistentissima e non riusciresti a tagliarla neanche con il laser, e quando finalmente ci riesci – op...

Sei di smoda

A un certo punto Creativo n.4 alza la mano. Il Capo mima con la mano una pistola che spara . È il segnale che può parlare. Siamo chiusi nella Sala Incubatrice da giorni, c’è puzza di sudore e alito pesante e frittura, cartoni con resti di pizza di RapidoPizza, contenitori di alluminio con resti di cibo cinese, cibo giapponese, cibo messicano, cibo greco, cibo statunitense, un lungo periodo di veglia con sospensione del sonno e di ogni diritto umano. Creativo n.1 (aka Creativa aka Numera Uno aka Numero Una) è piegata sul tavolo, la faccia affondata sui palmi delle mani, forse piange, forse dorme, forse fa mente locale, forse fa introsurf, una nuova disciplina di autocontrollo e consapevolezza di cui dice di stare seguendo un corso online; Creativo n.2 si massaggia le orbite degli occhi, ha le lenti a contatto da non so quanti giorni ininterrottamente e un reticolo rosso di capillari gli tempesta i bulbi oculari; Creativo n.3 ha le labbra nere a furia di succhiare la punta di una Faber-C...

Rosso

Quando sono in macchina e il semaforo è rosso io guardo dentro le altre macchine e vedo tutti reclinati sui loro smartphone. Poi il semaforo diventa verde e tutti restano fermi, reclinati sui loro smartphone. E quando sta per tornare rosso, qualcuno – qualcuno come me, qualcuno cioè che non ha vita sociale su internet o su whatsapp o su qualsiasi altro medium tecnologico, qualcuno che spesso non ha vita sociale e basta, e che quindi nello specifico non ha niente da guardare nel suo smartphone, ammesso che ce l’abbia, uno smartphone – questo qualcuno suona il clacson, suona un acido pe-pèè, breve e sprezzante, e allora tutti controvoglia alzano la testa e, senza mollare lo smartphone, danno gas e partono, un attimo prima che ritorni rosso. E questo io lo giudico un grande passo in avanti per l’umanità, intendo dire il fatto che mentre prima dell’era della comunicazione mobile l’umanità ai semafori fissava incarognita il rosso, col piede che assaggiava continuamente l’acceleratore, pron...

Sotto il divano

Ho cacciato di casa il mio maestro di Raccolta Differenziata Tibetana dei Pensieri, perché oramai non ne avevo più bisogno. Il tuo lavoro è finito, gli ho detto per giustificarmi. Questo è quello che pensi tu, mi ha detto lui, con l’aria di chi la sa lunga. È proprio quando pensi di aver capito tutto, di aver raggiunto l’obiettivo, che precipiti nel baratro dei pensieri incasinati. Non senti più il rumore di fondo e credi che non ci sia più rumore di fondo, ma non è così: ti sei solo abituato, fino a scambiare il rumore di fondo per silenzio. Così ha detto. Puzzava di aglio e sudore. Ho aperto la porta di casa e gli ho fatto un ampio e armonioso gesto con il braccio, qualcosa che sembrava provenire dalle corti rinascimentali, qualcosa che poteva essere interpretato come: si accomodi via dal cazzo. Ha protestato che non poteva uscire così. Così come, gli ho chiesto? Così senza scarpe, ha detto. Era scalzo. Non trovava più le scarpe. Abbiamo cominciato a cercarle dappertutto – per la ver...